FIORE ETRUSCO

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Un bambino nato con una passione forte per gli Etruschi e per tutto ciò che riguarda le loro scoperte. Una passione che crescendo si fa sempre più forte, tanto da portare il protagonista ad approfondire gli studi archeologici e a entrare a far parte dell’Associazione che si occupa proprio delle scoperte dell’epoca etrusca e non solo.

Presto, però, si dovrà rendere conto che non tutto avviene alla luce del sole e che la legalità, per alcuni, è solo un optional. Tuttavia, anche se scopre che l’ambiente non è così limpido come pensava, il protagonista non molla e appena viene a conoscenza di possibili scavi o di possibili ritrovamenti, corre a scavare – spesso a mani nude.

La sua, insomma, si rivela essere una vera e propria malattia. Inizia anche a fare sogni strani che gli indicano, in effetti, i luoghi dove – in effetti – avverranno poi delle scoperte.

La storia che l’autore ci racconta, però, è sempre uguale per cui, dopo un po’, la lettura diventa noiosa e non appassiona più. E’ faticoso arrivare alla fine del libro.

Probabilmente avrebbe potuto, anziché raccontare la sua passione così come l’ha vissuta, trasformare i vari eventi e le varie scoperte in un intrigante giallo con tanto di suspence, colpi di scena, trama avvincente e curiosa.

Il romanzo “Fiore etrusco” mi è parso interessante, ma insipido, senza quel gusto invitante, necessario per appassionare il lettore.