Ferragosto di fuoco

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È un Ferragosto di fuoco quello del 2019, un Ferragosto tra nuovi timori e rassegnazione per un mondo che sembra sempre più malato, sofferente, per la presenza soffocante e ingombrante dell’uomo, pronto a distruggere ogni cosa ad ogni latitudine e in ogni condizione sociale. 

Distruggiamo l’ambiente con la plastica prodotta da paesi ricchi e consumata in massa da tutti i paesi, ricchi, in via di sviluppo, poveri. Ma tutto sta degenerando, provate a farci caso, ogni anno è peggio, tra fenomeni estremi, emergenze ambientali, estinzione di specie animali, carenza di acqua e risorse, incendi, scioglimento dei ghiacci.

Distruggiamo l’ambiente con la fame e la voracità di risorse ad ogni latitudine, dal Brasile alla Siberia, dal Canada all’India. Non riusciamo a gestire la nostra voracità, a trovare un equilibrio che ci permetta di vivere in serenità con l’ambiente.

Ma la cosa grave è che la questione ad alti livelli non sembra essere prioritaria rispetto ad altre emergenze economiche e sociali. C’è sempre qualcuno pronto a sminuire gli effetti devastanti dell’uomo sull’ambiente in nome di non so quale idea o tesi scientifica o peggio ancora complottistica. 

Così, nonostante l’opinione pubblica si stia accorgendo della situazione grazie agli organi di informazione e a causa dei fenomeni estremi sempre più frequenti e del sempre maggior numero di paradisi terrestri deturpati, non si riesce al momento ad intervenire seriamente.

Non si va oltre ad interventi sporadici, a leggi una tantum. L’opinione pubblica fatica ancora recepire la questione come realmente seria e vicina al proprio mondo, alla propria esistenza. Il problema ambientale è sempre un problema futuro e quindi chissenefrega. È questo il punto. 

Sarà molto difficile purtroppo intervenire seriamente fino a che non accadrà un disastro di dimensioni planetarie. A quel punto il dio denaro, le voracità, il benessere, gli egoismi, il menefreghismo resteranno giocoforza un ricordo perché saremo tutti sulla stessa barca.

Buon Ferragosto