Fame di vita

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FAME DI VITA

I

Abbiamo sete,
sete di libertà,
segregati dietro le transenne,
scontiamo la nostra prigionia,
con l’animo piegato
da un ignoto algoritmo,
senza vaglio, sostiamo
nell’assurdo paradigma.

Risucchiati in un tempo
messo in pausa,
tratteniamo il fiato
per l’incerto divenire,
mentre la vita fuori scorre,
oltre le mascherine
nascondiamo il sorriso
e tralasciamo il vivere.

Pesante è il fardello
e la resilienza si stempera
al crocevia di una Primavera,
senza prati calpestati,
senza passi per le strade;
eppure, la natura, ai margini
di un’imposta solitudine,
ci chiama, la respiriamo,
non la possiamo avvicinare.

Siam tutti reclusi oltre le mura,
dietro le grate della paura,
con la finestra schiusa al dolore,
non vediamo la risoluzione,
né il principio consolatorio
dell’agognata resurrezione.

II

O Dio,
abbiamo fame,
fame di fede,
tendiamo le mani,
in ginocchio,
porgiamo a Te
lacrime e croci,
paura e dolore.

Sulla tavola il poco,
morsi dalla fame,
spezziamo il pane,
moltiplichiamo la carità,
nel paniere poniamo
il senso fraterno
e l’umana solidarietà.

Martiri in prima linea,
nelle corsie paralizzate,
lottano una guerra
alla mercé dell’abbietto,
con la dama nera sul collo
e l’umanità che crolla
nel baratro di questa tempesta,
ove la morte piega anche la storia,
sradica radici e annienta la sorte,
camminando con l’invisibile a fianco.

III

O Dio ,
mio fratello ha fame,
ha fame d’aria,
greve è il macigno,
sul petto taglia il respiro,
allontanato dagli affetti,
privo d’abbracci,
nello sfiorar la morte,
mendica la vita.

Siam fragili e prostrati,
innanzi all’esiziale male
rimaniamo senza respiro.

O Dio,
abbiamo fame,
fame di vita.

(5/04/2020)

@ Anna Cappella @