Faenza, la città delle ceramiche

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Quando una città si lega indissolubilmente ad un prodotto, allora capita che il nome del luogo e del prodotto stesso coincidano. E’ il caso di Faenza, la città della maiolica che dal rinascimento e denominata proprio “Faenza”.

Faenza è una cittadina situata nella sporgenza meridionale della provincia di Ravenna, lungo la via Emilia. Il suo centro focale sono le due piazze: Piazza della Libertà e Piazza del Popolo.

Sulla prima si affaccia la Cattedrale di San Pietro Apostolo, rinascimentale, di fine ‘400. Di fatto è uno degli esempi più importanti di rinascimento Romagnolo. La struttura è a tre navate e contiene al suo interno alcune importanti testimonianze di fine 400, come le sculture delle tre arche dei santi Terenzio, Savino ed Emiliano.



La Piazza adiacente, quella del popolo ha monumenti di tipo civile come il Palazzo del Popolo, quello Del Podestà. Il primo fu trasformato nel ‘700, il secondo restaurato nello scorso secolo. La Piazza è, scenograficamente parlando, di rilievo, con le due ali di portici a doppio ordine a delimitarla. Da una di queste due ali si arriva a Piazza della Molinella (ora Piazza Pietro Nenni, faentino di nascita). Questa Piazza ospita il Teatro Masini, uno dei più rappresentativi nel suo genere, di fine ‘700. Attraverso Corso Matteotti, Via Scaletta, Via Castellani e Via Tonducci, si raggiunge Palazzo Milzetti. Si tratta di un gioiello di stile Neoclassico, con le sue colonne corinzie e le sue sale. Da notare le belle sale affrescate come quella della Pace, quella della Guerra e altre sale più piccole come la Stanza delle Ciprie, quella Nuziale o il Boudoir.

Ovviamente non si può scindere Faenza dalle sue ceramiche e così non va perso il Museo Internazionale della Ceramica. Si tratta di un museo interamente dedicato alla ceramica, fondato da Gaetano Ballardini, nei primi del ‘900. Il museo accoglie pezzi unici di ceramica provenienti da tutto il mondo e di tutte le epoche storiche. In una sezione troverete una storia evolutiva della lavorazione della ceramica nel medioevo e rinascimento. Un altro spazio è dedicato ai pezzi di manifattura provenienti dalle più importanti aree produttive europee, tra cui proprio Faenza.

Poi un altra sezione molto interessante è quella dove sono raccolti i lavori in ceramica di importanti designers e artisti del calibro di Piacasso, Matisse, Rounault, Chagall, Legel, Leoncillo, Fontana, Martini e tanti altri. In totale sono 9000mq di pura cultura, con anche altre sezioni come la biblioteca xcon oltre 550.000 testi. Un vero gioiello.

La città offre poi le sue botteghe di ceramisti artigiani, le sue viuzze e i suoi locali.

Faenza ha anche un suo palio. I cittadini sono molto legati al l’appartenenza rionale, retaggio del passato medioevale. Il palio du cui ci sono notizie derivanti addirittura dal 1185, epoca della guerra al Barbarossa, è un istituzione in città.

I rioni Giallo, Nero, Verde, Bianco, Rosso si sfidano. I rioni sono 5 come le sezioni militari della Faenza medioevale.

Il periodo ell’anno in cui si svolge il palio del Niballo è giugno. La manifestazione è imperdibile per gli amanti delle tradizioni medioevale, delle tenzone, dei duelli. Il tutto ornato da musicisti, giocolieri, figuranti.

Il Protagonista è il Niballo, un fantoccio che ruota su se stesso a cui i cavalieri dei rioni devono strappare l’anello. Chi se lo aggiudica è portato in trionfo dal suo rione. Sei mesi dopo, alla notte dell’Epifania, il Niballo viene bruciato in Piazza del Popolo, per celebrare ed esorcizzare il cambio di anno. La “not de biso'” tutti tradizionalmente bevono vino bollente speziato, il biso’ che viene servito in vasi di ceramica diversi tra loro, ogni rione ha il suo tipico manufatto.

L.D.