Estratto da “Ombra di Luna”

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E questo è un estratto da “Ombra di Luna”, disponibile in cartaceo e in e-book.

Stavano scendendo velocemente, quando Diana notò un movimento, poco lontano, fra i cespugli. Qualcuno le stava seguendo. Con il cuore che le batteva all’impazzata, decise di giocare tutte le sue carte per scoprire di chi si trattasse. Prese Laura per mano e la trascinò velocemente giù per la stradina, poi, dopo una curva, la fece accucciare dietro un cespuglio, facendole segno di tacere. Poco dopo udirono dei passi scendere il sentiero sconnesso. Quando il pedinatore passò davanti al loro nascondiglio, ignaro, Diana e Laura trattennero il fiato, osservandolo. Era un giovane dai capelli lunghi, scuri. U tipo muscoloso. Le due giovani si aspettavano che lui se ne andasse, invece si fermò proprio lì davanti, perplesso. Portava al collo un binocolo. Diana decise di prendere in mano la situazione, e uscì all’improvviso dal nascondiglio. Il giovane sussultò, spaventato.

“Allora, che cosa vuoi? Perché ci stai seguendo?”

Il ragazzo la fissava, lo sgomento dipinto negli occhi, di un verde stupendo, quasi irreale. Diana si scoprì a trattenere il fiato, ma non per la paura: era incantata a guardare quello sguardo, quelle profondità verdi, così pure e stupite… Non sembrava intenzionato a fare loro del male. Pareva piuttosto… inebetito. Dopo un primo istante di smarrimento, biascicò:

“Birdwatching”, alzando il binocolo e mostrandolo alla ragazza.

“Oh…”, sussultò Diana, imbarazzata, rendendosi conto dell’errore. Possibile che si fosse davvero sbagliata? Che fosse stato solo un grosso malinteso?

Il giovane la guardava con i suoi grandi occhi verdi, e lei vi lesse un misto di stupore e di costernazione.

“Mi spiace… io…”, balbettò, comprendendo che doveva averlo in qualche modo spaventato, e sicuramente giudicato male.

Lui sorrise, e a Diana parve che quel sorriso illuminasse il bosco, come se un raggio di sole fosse filtrato all’improvviso fra i rami, rendendo tutto più magico.

“Non volevo spaventarti”, sussurrò, confusa. Lui si limitò a salutare con la mano, poi riprese il suo cammino, allontanandosi sul sentiero, piuttosto velocemente. Diana e Laura lo imitarono ben presto, dirigendosi verso casa.

“Sembrava quasi che stesse scappando”, commentò Laura, perplessa.

“Lo abbiamo spaventato. Per colpa delle paranoie di Alan comincio a vedere malviventi ovunque anch’io”, si lamentò Diana.

“Hai notato che non ha detto altro che quella parola? Probabilmente era straniero”, continuò.

“Un turista. Avrà pensato che le ragazze italiane sono strane forte!”, ridacchiò Laura.

“Già. Peccato. Era anche molto carino”.

“Oh, sì. Ho notato come te lo rimiravi! Fossi in te, darei un’occhiata più spesso a quello che si trova nei boschi… e non sto parlando dei funghi. Non di quel tipo di funghi che cerchi di solito, comunque…”

Diana comprese l’allusione e rifilò una gomitata all’amica.

“Laura! Altri tipi di funghi non mi interessano”. L’amica rise di gusto.