Esco dalla caverna

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Esco dalla caverna,
(meglio, cerco di uscirne)
per non tornarci più

voglio incontrare foglie,
lasciando le ombre antiche,
sfiorarle con le dita

sentire ruvidezze
o venature morbide
che accolgano silenzi
senza pensarci su.

Voglio carezze intonse
che tastino il mio corpo.

Vorrei toccarlo il mondo
estrarne il retrogusto
come a un sorso di vino.

Gustarne tutto il dolce
utilizzando i sensi
come un neonato attento
a non cercare un senso.

.(.. da una lettura del  “mito della caverna” di PLATONE)

Gianfranco Isetta