Ero donna

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Ero donna

Vidi il tempo
spezzato dai ricordi
cantare all’ombra
di un salice piangente.
Ricci, come paglia ardente,
intrappolati in sogni di speranza.
Ero donna, senza saperlo.
Di ventre e cuore, la carne,
ubriaca d’amore, saziava
se stessa, allo scorrere
del ruscello.

Acqua del piacere.
Acqua benedetta che straziava
la pelle con carezze audaci.
Il divino amplesso con il Creato,
sotto quel cielo sempre più
vicino, rispolverava l’anima
di turbamenti e nostalgia.
Sapevo amare, immersa
in una natura afrodisiaca.
A contatto con la terra e
l’erba sacra, ero la divinità
arborea che nessun vento
avrebbe potuto ingannare.

Risorsi al tempo delle illusioni.
Immacolata e pura,
come farfalla al suo risveglio!

Maria Rosa Oneto