Erano i tempi

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Erano i tempi!

Di Maria Rosa Oneto 

Erano i tempi, in cui invecchiare era proibito e riusciva facile a mamme e nonne somigliare sempre più alle ragazzine.
Erano i tempi dell’idolatria del corpo, della sedute estetiche e psicanalitiche. I vestiti, venivano scartati se non possedevano una griffe prestigiosa e si pagavano pure salati a dimostrazione che eri un essere che contava. La beltà dell’apparire, del darsi e mostrarsi, erano basate più sul conto in banca che su una coscienza integra e pulita. Il reciclaggio dei soldi viaggiava tra maglie di droga, mafia e poteri forti.

Ciascuno a suo modo imperatore senza trono. Bastava che la squadra del cuore tirasse un calcio al pallone e ci sentivamo tutti depositari di verità miracolose e di balsami per placare ogni dolore. Con occhi annoiati, guardavamo a chi scellerato dormiva sotto i ponti. Spesso in compagnia di una bottiglia di vino della peggiore annata. La povertà infastidiva, metteva addosso la rogna e un senso di disgusto infinito. L’Italia di Dante e della Milano “da bere”, dove la cultura trionfava e la Moda influenzava anche le classi meno abbienti, diventava all’improvviso palcoscenico per reietti, barboni e “sfaccendati”.

Le automobili imperversavano, modello dopo modello, per far invidia ai vicini, per dimostrare che “la classe non è acqua”, a scapito del respiro. Gli ospedali, le case di riposo, i luoghi dove il male e l’abbandono, trovavano riparo, erano sempre meno affollati di dancing e discoteche. Nessuno voleva specchiarsi nell’altro e condividere in parte le sofferenze del fratello, dell’amico. Meno che mai i parenti stretti, preoccupati soltanto del decesso del “loro caro” – persona integerrima, già pronta alla Santità – e tutti febbricitanti, gaudenti, in attesa della prossima eredità!

Povero Mondo, così bistrattato, villipeso, soggiogato e umiliato da un manipolo di “perfidi azzeccagarbugli” truffatori incalliti, politici venduti che in cambio di una poltrona metterebbero sotto terra la madre ancora viva. E che dire, dei genitori dell’era post moderna, intenti a dedicarsi ai rari figli soltanto per mettere in risalto la loro genitorialità, incapaci di donare vero amore e principi di onestà e lealtà. Una gioventù: sbandata, mal riuscita, che non sa più riconoscere il bene dal male. Serrati in coppie sempre più aperte. Intontiti dagli “idoli perversi” del sistema che li sprona a deviare, ad essere violenti, viziati, smidollati senza averne colpa.

Erano i tempi, delle fragili illusioni, delle corna esibite e lucidate, del sesso a ore e del film porno. Tutto, doveva essere: distorto, sgangherato, dato in pasto come cibo per maiali. Il mito del super uomo, schiacciato da mille pulsioni psichiatriche, (pronto ad uccidere moglie e figli) veniva esaltato, messo agli onori delle cronache, osannato come il ritorno del Messia in strada.
L’avvento del Corona Virus, ci invita alla riflessione, al perdono, a prendere la via del bene comune. Nulla, sarà più come prima e forse l’Anima di ciascuno di coloro che resteranno in vita, potrà migliorare, purificandosi, emergendo dal bitume della carne, donando amore in cambio di niente. Allora, forse, più nessuno riderà o troverà deplorevole il passaggio di un invalido, di un diverso, di un povero cristo, di un anziano senza notorietà.

Saremo soltanto canne al vento, contorte e piangenti in attesa di quella Misericordia che ci salverà!