Equazione di un amore, recensione di Antonella Gagliardo

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Equazione di un amore

Simona Sparaco

Giunti ( 2016)

345 pp.

Recensione di Antonella Gagliardo

“ In fisica quantistica, nessuno oggetto ha un posizione definita se non quando interagisce con qualcos’altro. Come se le cose no esistessero sempre, ma si materializzassero in un luogo preciso solo quando sbattono contro uno sguardo.”

 

Si apre cosi l’ultimo romanzo di Simona Sparaco che racconta come Lea Federici, protagonista di questa storia,  inizi ad esistere davvero quando incontra , poco più che  ragazzina, l’uomo che stravolgerà per sempre la sua esistenza, Giacomo.

 

“…E dovevano essercene altre di cicatrici in quegli occhi allungati che avevano qualcosa di doloroso e irrimediabile , nel modo che aveva di volgerli fuori dalla finestra, lontano, o di muoverli rapidamente da un lato all’altro, come per tamponare il tempo dell’attesa.”

 

Lui è un ragazzo chiuso, dalla straordinaria intelligenza, serrato nella sua genialità , incastrato in un dolore del quale non parla, lei un ragazza come tante altre, semplice, con un’intelligenza “ nella norma”, che se ne innamora perdutamente , nonostante lui non faccia nulla per trattenerla a se’.

Si perdono, si ritrovano ormai ragazzi, si vivono in un tormento d’amore che non finisce mai, si riperdono , ma mai per sempre, come se il destino che è , paradossalmente, “ una planimetria di scelte” li mettesse , ogni volta, l’uno sulle traccia dell’altra.

Lea, ormai grande, dopo l’ennesima delusione , mette in un angolo del cuore la storia altalenante con Giacomo, e si salva dall’essere schiava di quello stesso amore, sposando Vittorio, un affermato avvocato, che rassicura , amandola, ogni aspetto della sua vita.

Vanno a vivere a Singapore, in una città , in una casa, in un’emotività apparentemente perfetta, ma Lea, è molto lontana da quella perfezione perché nonostante il tempo passi , quell’amore “ disordinato”, folle, le è rimasto dentro.

E tutto quel caos che sembra maceria  in fondo al mare, riemerge di colpo , quando Lea dove tornare a Roma,laddove da ragazza ha incontrato e amato Giacomo,  in quanto contatta da una casa editrice , per la pubblicazione di un suo romanzo.

Vittorio, a malincuore l’accompagna all’aereoporto, intristito dall’idea di dover passare due lunghi mesi senza di lei, mentre Lea , sentendosi gia’ persa senza quell’amore tranquillo,   “ …cammina in direzione dell’imbarco, restando in equilibrio sulle sue lacrime.”

Non sa ancora ciò che l’attende.

Non sa che in quella città frenetica incontrerà di nuovo Giacomo, ormai uomo realizzato, diventato grande insieme ai fantasmi che lo hanno sempre accompagnato, rendendolo quasi schivo di fronte alla felicità.

L’epilogo di questa storia non sarà mai prevedibile e mai scontato sino all’ultima pagina.

Una storia d’amore,  ma non solo ,sviscerata per intero che combatte con le altre storie che ruotano attorno ad essa e che a tratti si dimentica di ogni altra cosa.

Una storia sulla vita che spesso  mente e che poi si spoglia e si fa verità, e la verità fa male, sempre o quasi sempre .

Una storia che sceglie una donna qualsiasi che potresti essere tu.

Una storia che mi ha commosso fino alle lacrime perché “ La maggior parte degli amori dura tre mesi, soltanto uno dura tutta la vita”.

Un romanzo senza età, senza tempo, che ho sottolineato  quasi per intero, per non dimenticare quelle parole  che mi hanno lasciato solchi profondi nel cuore.

Consigliassimo!!