L’entroterra riminese, un piccolo viaggio tra storia e tradizioni

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Una piccola carrellata di suggerimenti su l’entroterra riminese, ricco di storia e tradizioni. Rimini non è solo città e mare. Riminesi e turisti hanno il dovere di conoscere anche lo storico entroterra malatestiano.

Da sud a nord i paesi della provincia sono tutti piacevoli da conoscere e visitare.

Ad esempio San Giovanni in Marignano, nota in antichità come il “granaio dei Malatesta”, conserva un piccolo gioiello, l’ottocentesco Teatro Massari, ma non solo. Il suo centro storico è molto raccolto e curato e ricco di piacevoli locali dove far serata. Qui nel mese di giugno, va in scena la Festa delle streghe.

Sempre in zona, all’estremità nord della provincia di Pesaro ecco Gradara, che insieme a Rimini, Pesaro, Santarcangelo, Verucchio e altre località, si contende il privilegio di essere stata ‘teatro’ dell’adulterio e dell’uccisione di Paolo e Francesca da Rimini. Al di là di questo storico episodio, Gradara e uno dei borghi al centro di antiche battaglie medievali. Ambita dai Malatesta e dal grande Cesare Borgia, oggi è uno dei borghi medievali più famosi d’Italia.

In Val Conca, ecco Mondaino teatro ogni anno del famoso Pallio Dello Daino, che si tiene, pandemia a parte, ad agosto inoltrato. Una festa in cui Mondaino torna ai tempi antichi e per il paese centinaia di figuranti in abiti medievali recitano in una sorta di salto temporale. Il paese incanta per il suo fascino medievale. Qui si può visitare il suo prestigioso museo Paleontologico, ricco di fossili.

A poca distanza sorge Montefiore Conca con la sua massiccia rocca visibile a chilometri posta in cima alla sua collina.

Sempre tra Conca e Marano sorge Montescudo, con lo splendido suo borgo fortificato di Albereto.

Se ci spostiamo più a nord, in Valmarecchia ecco la bellissima cittadina di Santarcangelo di Romagna. Famosa per il suo borgo ben curato, dominato da una Rocca di epoca malatestiana, e per i suoi ristoranti e osterie, è molto amata in tutta la provincia e dintorni per le sue fiere ( fiera dei becchi, degli uccelli..)i suoi locali  le sue manifestazioni culturali (Santarcangelo dei teatri).

Sull’altra sponda del fiume Marecchia, sorge Verucchio. Posto su uno sperone roccioso che ospita un borgo medievale, mentre la cittadina si sviluppa lungo la via marecchiese. Nel centro, fra pregevoli palazzi ed antiche chiese, spicca la Rocca Malatestiana. Ma qui in realtà c’è una storia molto più antica, la culla della civiltà villanoviana raccontata in uno dei musei archeologici più belli d’Italia.

Ricambiando nuovamente sponda del Marecchia ecco Torriana e Montebello, posti su due speroni di roccia su cui si ergono i castelli di Torriana e Montebello, quest’ultimo circondato da un velo di mistero con la leggenda di Azzurrina.

Risalendo il marecchia si trova la famosissima San Leo, con la sua antica Pieve romanica accanto al Duomo e al Palazzo Mediceo, all’austera Fortezza che vide prigioniero il celebre conte Cagliostro.

Ancora più in su, interessante Sant’Agata Feltria, il paese del tartufo bianco pregiato che, con la sua monumentale rocca, chiude la vallata riminese. Qui in ottobre e dicembre la Sagra del Tartufo bianco e i mercatini natalizi attraggono ogni anno migliaia di visitatori.

In zona poi c’è la piccola Petrella Guidi, un luogo magico dell’Alta Valmarecchia dove si trovano i percorsi CAI fra fiumi, boschi e monti.

L’Alta Valmarecchia e Pennabilli sono i luoghi dell’anima dove Tonino Guerra, poeta e sceneggiatore dei film, fra gli altri, di Federico Fellini e Antonioni, ha lasciato uno spazio museale diffuso, un viaggio dentro lo spirito e i sogni.

Lungo il percorso si incontrano installazioni, che presentano sette temi: l’orto dei frutti dimenticati, specie ormai perdute di alberi da frutto; la strada delle meridiane, facciate impreziosite da meridiane d’autore; il giardino pietrificato, nella frazione di Bascio; l’angelo coi baffi, nella Chiesetta dei Caduti; il santuario dei pensieri, sette enigmatiche sculture in pietra e un’unica panca per meditare; il rifugio delle Madonne abbandonate, immagini sacre delle cellette agli incroci delle strade di campagna; la Madonna del rettangolo della neve, una chiesetta in mezzo al bosco.

Infine Casteldelci dove da collina si passa a montagna, col suo Mulino del Raso e gli allevamenti ai piedi del Fumaiolo.

Loscrivodame Rimini 

Fonti: Riminiturismo