Eleanor Brown. Le sorelle fatali

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Eleanor Brown
Le sorelle fatali.

Recensione a cura di Anna Cavestri

Tre sorelle con caratteri molto diversi ma con un unico scopo: essere le preferite, le più amate dai genitori.
Il padre, un eccentrico professore universitario, talmente ossessionato da Shakespeare da esprimere i propri sentimenti attraverso i versi del poeta e la moglie, hanno abituato le figlie, durante l’infanzia, a non guardare la televisione ne’ a giocare come gli altri bambini. I figli dovevano leggere centinaia di libri all’anno ed amare Shakespeare e le sue opere.
Rosalinda, la maggiore, è seria e posata con il terrore di lasciarsi andare a nuove esperienze, per questo è rimasta a vivere accanto ai genitori. Insegna all’università.

Bianca, la secondogenita, è bella e seducente, ama stare al centro dell’attenzione sempre e tenta di conquistare qualunque uomo incontri; infine Cordelia, la più amata, la piccola di casa. Cornelia è insicura e sempre alla ricerca di un senso da dare alla sua vita, per 7 anni ha vagabondato per l’America insieme ad altri giovani ribelli.

Le tre sorelle, ormai trentenni, dopo aver percorso strade differenti, si ritrovano a vivere nella casa dei genitori, per stare accanto alla madre seriamente ammalata, che vivono in una cittadina del Midwest americano. Questo è in realtà un pretesto per nascondere le loro vite e i loro fallimenti.

Rose dovrebbe sposarsi e trasferirsi ad Oxford , ma ha paura, Bianca è stata licenziata dalla ditta di New York, dove viveva lussuosamente e Cordelia è incinta, forse dell’ultimo dei tanti uomini che ha incontrato.
Continuano a leggere in ogni momento, e si punzecchiano in continuazione, facendo finta che tutto va bene, fino a quando le verità vengono a galla. La voce narrante nel romanzo è sempre di una delle sorelle, quella che in quel momento non è in “scena”.

È interessante la caratterizzazione psicologica delle tre protagoniste, descritte con tutto il loro bagaglio di difetti e fragilità, per esempio il modo diverso di occuparsi della malattia della madre.
Nel complesso è una lettura gradevole, in compagnia di tre stravaganti sorelle e dei versi di Shakespeare.