Edda Negri Mussolini in tour nel Salento per promuovere il suo libro

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In una notte di luna piena come quella di ieri sera possono accadere vari prodigi, gli uomini si possono trasformare in famelici lupi mannari oppure scoprire che vi sono persone come Edda Negri Mussolini, legate ai valori più genuini ed autentici della nostra italica tradizione. Un continuo susseguirsi di sorprese questa donna, che con un sorriso ci accoglie nella hall di un albergo di Gallipoli e si scusa per il ritardo a causa dell’ennesima tragedia che stavolta ha colpito la sorella, un classico che costella la vita di questa famiglia. Il viaggio in macchina verso Galatina corre piacevole e discorsivo attraversando le campagne salentine, il ricordo di zia Edda primogenita di Benito Mussolini e Rachele Guidi, madrina di battesimo della nostra Edda Negri Mussolini, di cui porta il nome, ci racconta che quando doveva nascere i suoi genitori si aspettavano un bel maschietto ed era pronto anche il nome, si sarebbe dovuto chiamare Bruno, come lo zio morto tragicamente a Pisa nel 1941, l’unico zio della famiglia che non ha conosciuto, poi invece è nata lei. Ormai ci siamo, ci aspetta la basilica di S. Caterina che come sempre con la bellezza dei suoi affreschi colpisce ed ammalia il nostro visitatore. Rispettosa degli affreschi in basilica, si scatena a fotografare i dipinti del chiostro francescano e riprendere uno scorpione simbolo di Maria d’Enghien, ma solo perchè si tratta del suo segno zodiacale.edda-e-lo-scorpione Il nostro giro in città prosegue tra mascheroni apotropaici, scoperte esoteriche, cavalieri senza testa, che in notti come queste appaiono come d’incanto. Tra case a corte e palazzi, ci racconta della sua esperienza politica da sindaco di una piccola comunità di 1200 abitanti, Gemmano, un piccolo borgo posto sulle colline romagnole. Una sosta ristoratrice per il celebre pasticciotto da Ascalone ed infine divertita riprende sorpresa i tombini con l’effige del fascio littorio con la data in numeri romani, che durante il ventennio fascista si aggiungeva alla data per contare gli anni dell’era fascista a partire dall’anno 1922 che ricorda la famosa marcia su Roma e la presa del potere di nonno Benito. Sgrana ancora di più gli occhi quando ritrova l’effige del nonno in bronzo, posto di profilo e con l’elmo militare schiacciato sugli occhi, proprio nella fontana della piazza principale di Galatina, un opera di Gaetano Martinez che partecipò alla biennale di Venezia del 1928.edda-e-la-fontana I galatinesi per la sua nudità hanno ribattezzato ” la Pupa “. Non poteva mancare l’orgoglio di aver aggiunto al cognome paterno Negri, quello materno Mussolini grazie al prefetto Colomba nel 2012, allora prefetto di Rimini, oggi di Lecce. Il tempo vola, arriva il momento della presentazione del libro, un ultimo ritocco al trucco ed ecco affrontare in piedi il racconto del suo libro. Da tutti è conosciuta come Donna Rachele, la moglie del Duce. Per Edda Negri Mussolini è semplicemente “la nonna”: la persona che l’ha cresciuta dopo la morte prematura della madre Anna Maria (ultimogenita di Benito e Rachele). In questo volume emerge la dimensione umana della storia: quella vera, capace di rendere unico e inedito il racconto di Edda. A parlare sono i sentimenti e le emozioni verso coloro che la Storia ci ha abituato a giudicare da un unico punto di vista. Il rapporto intenso e confidenziale tra nonna e nipote e la rigorosa e approfondita ricerca delle autrici, nei numerosi archivi, hanno permesso la correzione di errori storici ormai ritenuti verità. Accompagna il volume, un ricco apparato fotografico, in gran parte inedito, proveniente dagli album di famiglia.edda-in-piazza Si rivelano così gli aspetti più sconosciuti, intimi e umani della famiglia Mussolini, del Duce ma soprattutto di Donna Rachele, la consorte da cui Benito è sempre tornato, nonostante le molte avventure e le tante donne, Claretta Petacci compresa. Questa sera la presentazione del libro avrà una nuova platea, si replica a Monteroni e via per un mini tour salentino composto da ben nove tappe, servirà a far conoscere meglio un aspetto della storia del XX secolo che ha lasciato profonde tracce nella storia d’Italia, raccontato in maniera sublime ed accattivante dalla nipote del Duce.

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Raimondo Rodia