E Un altro

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E un altro

“Non te ne andrai, vero?”, chiese.
“No. Resterò qui con te, finché tutto sarà finito. Veglierò dall’alto, e pregherò affinché tu venga salvato”.
“Non sono sicuro di voler vivere ancora, Giulia”, sussurrò.
“Ma tu devi! Altrimenti sarà stato tutto inutile!”
I suoi grandi occhi neri mi fissavano, tristi.
“Perché non posso vivere con te?”
“Perché non sarebbe vita, sarebbe solo morte”.
“Sempre meglio che una vita intera senza di te”.
Appoggiai la mano aperta contro il palmo della sua, le nostre dita si intrecciarono. Pensai che anche le nostre vite erano intrecciate, indissolubilmente.
“Ti amerò per sempre, Kevin, per l’eternità”.
“Mi aspetterai?”
“Sì. Ogni giorno, ogni ora. Ci sarà un momento in cui, finalmente, potremo stare insieme. Te lo prometto”.
“Vorrei che fosse oggi”.
Gli sfiorai il volto con una carezza.
“Sarò con te, amore mio. Mi porterai nel cuore per sempre, fino a quando le nostre strade si incroceranno di nuovo”.
La porta si aprì e un’equipe di medici entrò, in camice verde, pronti a eseguire l’operazione. Mi spostai in alto, nell’angolo più vicino al lettino di Kevin, salutandolo con la mano. Gli mandai un bacio. Un istante dopo dormiva e, per la prima volta, da quando ero morta, mi abbandonai a un pianto irrefrenabile. Sapevo che, comunque sarebbero andate le cose, probabilmente avrei avuto solo il tempo di salutarlo, e poi sarei stata “chiamata”: se si fosse salvato, la mia missione sarebbe stata portata a termine e quindi non dovevo più restare. Dovunque mi avessero mandato, ci sarei dovuta andare da sola.
da “Oltre ogni confine”.

Elena Ungini.