È sempre più tempo di Lagom!

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Lagom, lagom, lagom!! la paola d’ordine sembra questa. Lagom è una parola svedese che può essere tradotta come “né troppo, né troppo poco: il giusto”.

Ormai la quotidianità è ricca di concetti, oggetti, nomi che provengono da un luogo qualsiasi del mondo e si diffondono ovunque. È uno dei risultati della rete globale. In questo caso la filosofia è “nordica” e viene dalla Scandinavia.

Lagom non è altro che un concetto tra l’etico e l’estetico, che indica una certa predilezione nordica per l’equa via di mezzo, e che a detta di molti sta diventando consuetudine anche ad altre latitudini.

Poco tempo fa un’altra parola scandinava, “hygge”, ovvero «intimità e convivialità rassicurante che genera una sensazione di contentezza o benessere» aveva preso il largo. Ora è la volta di Lagom.

In pratica con questo concetto si indica una vita vissuta serenamente, senza ansia di emergere ma senza neppure conformarsi troppo alla massa.

La sana via di mezzo italiana o la saggezza tipica delle filosofie orientali non sono a nostro avviso nulla di diverso o comunque il concetto non è proprio una novità assoluta, ma si sa al giorno d’oggi bisogna sempre lanciare un nome, un motto che possa diventare un “trend”.

Il concetto di “lagom” può riferirsi anche ad un look stiloso e privo di eccessi, ad una scrivania ordinata, un tavolo apparechiato con ordine e senza eccessi, con tutto quello che serve e nulla più.

Lagom, come riportato di recente su Vogue, è anche l’attitudine con cui gli svedesi scelgono il latte: né intero né privo di grassi, bensì parzialmente scremato. Di Lagom hanno parlato moltissime testate, da Elle alla BbcNon mancano ovviamente le critiche: c’è chi si scaglia proprio contro questo concetto. Era molto meglio “hygge”, quest’ultimo trend scandinavo «è molto meno divertente», afferma sull’Indipendent Sarah Young.

Sul Guardian invece Richard Orange :«Vi prego non trasformate lagom, la soffocante dottrina luterana di autoprivazione, in un trend di lifestyle. Allora tanto vale celebrare le basse aspettative e il conformarsi alla massa». 
In effetti il concetto in se appare anche a noi un po piatto anche se in parte è condivisibile il fatto di liberarsi di parecchie cose inutili e superflue.
Fatto sta che in Svezia il “niente di eccessivo spopola, ma parliamo di un paese sicuramente meno “caliente” del nostro, un paese in cui ci si può permettere di essere efficienti con cinque pause sul lavoro.
Per il Financial Times “gli imprenditori potrebbero imparare dal modello svedese: la collettività batte l’individualismo, il gruppo vale più del singolo, il capo incoraggia i colleghi a lavorare meno ma in modo più efficace”.
Si parla di Svezia e non poteva mancare il contributo di Ikea alla diffusione del “verbo”. Ed ecco spuntare «Live Lagom», il catalogo Ikea con le foto dei lagomers, gente comune che interpreta l’idea in chiave green: risparmia energia, non spreca l’acqua, produce meno rifiuti, non mangia cibi improbabili o pesci in pericolo estinzione e via dicendo.
In Corea Lagom è addirittura un brand, diventato cult con prodotti semplici dal packaging essenziale, come il gel, amatissimo dalle star, che applicato sul viso diventa acqua. A Londra, Lagom Fashion è una boutique online che propone abiti di buona qualità, confortevoli, fatti per durare.

E da noi? Cosa può essere definito Lagom?Beh, il fenomeno del vintage è Lagom, permette di recuperare abiti di buona qualità scartati da altri o «fuori moda», noi lo chiamiamo semplicemente riciclo o mercatino dell’usato ma la sostanza è quella. Il foraging (la raccolta di erbe e frutti selvatici) è lagom. Da noi è considerato di nicchia , in Svezia è praticato regolarmente.

Il design minimalista è Lagom, e tutte le nuove filosofie minimaliste. Ci sono esempi riportati anche da persone che hanno modificato il proprio stile di vita, come la Akerström, laureata in sistemi informatici all’Università del Maryland, programmatrice prima, fotografa di viaggi poi: «Sono diventata un’ascoltatrice migliore, parlando meno e per dire cose importanti. Ho abbandonato le diete lampo a favore di un rapporto più equilibrato e sano con il cibo. Ho ridotto la quantità di vestiti, compro meno cose ma di qualità migliore, ho addirittura imparato a risparmiare».

L.D.
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