E se il pifferaio magico non fosse solo una fiaba per bambini? L’Hårgasägnen o Hårgalåten il diavolo che si vestì da violinista.

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“Il sindaco e la giunta, ancora alla ricerca di una trappola, udirono alla porta un bussare discreto.
– Avanti! – urlò il sindaco ed ecco entrare lo strano personaggio. – Dio ci benedica – disse il sindaco – che cos’è questo? –
Levata la cappa e aperto il mantello, l’uomo mostrò lunghi capelli scuri e leggeri, un viso liscio e lungo, allargato in un lieve sorriso e si avvicinò alla tavola del consiglio.
– Eccellenze – disse il tipo facendo un ampio inchino – io sono capace di risolvere il problema che assilla i vostri cervelli, io posso liberare la città dai topi. –
Il sindaco e la giunta ascoltarono con interesse.
– E in qual modo riuscirete nell’intento, – chiese il sindaco.
– Con la musica del mio piffero – disse l’uomo, scoprendo lo strumento al collo, fra molti sorrisi.
– E quanto volete per il lavoro? – chiese il sindaco.
– Mille fiorini. –
– Solo mille!? cinquantamila dico io! – e tutti si misero a ridere.
– E sia – disse il sindaco, – prova col tuo piffero. –
Il Pifferaio scese in strada, increspò le labbra e alle prime note si udì il mormorio tipico di un esercito; ed il mormorio divenne brontolio, ed il brontolio un possente rombo, e come zampilli di fontane i topi uscirono dalle case. Topi grossi, topolini, topi neri, grigi e fulvi seguivano il Pifferaio, danzando, fino a che giunsero al fiume Weser, dentro al quale si tuffarono e perirono.”

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In quanti di voi avete almeno una volta ascoltato o letto la storia del pifferaio magico…colui che nacque come una fiaba per bambini ma che in realtà…ha fondamenta molto lontane, anche se non propriamente attraverso quello strumento!

Questa leggenda è collegata a quella uscita precedentemente: La leggenda che sta dietro al mito di Nicolò Paganini. Il violinista che incantò il mondo.

Svezia – campionato di danza Hambo – luglio.

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Ogni anno la stessa storia! Più di mille partecipanti, musica, cibo, persone contente e poi nell’aria risuona la Hårgalåten, la tradizionale musica che segna l’apertura del festival!

Ci troviamo a Hårga dove si sta svolgendo il campionato annuale di Hambo che inizierà qui e terminerà a Kilafors!

E’ sabato sera e tutti i giovani giunti da ogni parte del paese e da fuori danzano ai primi raggi irradiati dalla luna che si scambiano il posto con quelli solari ormai sotto l’orizzonte.

E’ consuetudine dedicare il ballo alla divinità norrena Fornjótr, qui conosciuta con il nome di Loge.

A un tratto la musica che si diffonde nel mezzo della danza si trasforma in qualcosa di sconosciuto.

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Un suono di violino si diffonde, dal profondo del bosco proviene.

Appare un alta figura, un misterioso suonatore dall’enorme cappello nero che gli copre il capo, ma che lascia intravedere i suoi tremendi occhi profondi e neri e sfavillanti.

Colui che si presentò alla folla suonando una melodia mai ascoltata prima, tenendo il violino appoggiato sotto il mento era una delle incarnazioni del diavolo.

Stupiti? No, non vi era tempo…tutti i giovani danzano a ritmo della melodia incessante e nessuno, una volta iniziato, poteva fermarsi.

Non smise di suonare neppure con il sorgere dell’alba.

Il suono stesso del violino incantava i loro piedi;

Era domenica ormai…il campanile della chiesa vicina suonò l’inizio della messa e la melodia cessò, cessarono le danze e tutti sparirono….

Solo una ragazza era stata lasciata indietro…nessuno l’aveva ascoltata.

Lei aveva messo in guardia gli altri dallo sconosciuto musicante e non c’era, ora, neanche un’impronta di coloro che avevano danzato con il diavolo.

La leggenda viene tramandata da anni e anni e si narra che il violinista condusse i giovani a Hårgaberg, dove questi continuarono a danzare fino a morire.

E questa leggenda ha inciso così tanto sulla vita della gente da raccontare a ogni giovane di non recarsi da quelle parti di notte, perchè al calar della notte è ancora possibile udire quella malevola suonata.



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L’Hårgasägnen o Hårgalåten è il titolo comunemente attribuito a una leggenda svedese che narra di come il diavolo in persona si sia travestito da suonatore di violino per attirare a sé alcuni giovani e convincerli a danzare sino alla morte. L’avvenimento leggendario ha luogo nel villaggio di Hårga nella contea di Hälsingland, da cui deriverebbe il nome della leggenda. Con il termine Hårgalåten si indica, per lo più, la relativa musica popolare.

Questo racconto popolare ha origini orali antichissime ma la prima testimonianza nelle fonti scritti è il testo della canzone popolare omonima scritta dal commissario Bollnäs Johan Gabriel nell’anno 1785 e riportata, in seguito, in una racconta di favole e canti popolari dello Hälsingland curata da J. D. Flitenberg

– Per favore i miei mille fiorini – disse.
– Mille fiorini?! – fece il sindaco livido. – Pagare questa somma ad un vagabondo con un mantello da zingaro? Per quanto ci riguarda tutto è finito nel fiume – disse il sindaco ammiccando alla giunta – e ciò che è morto non più tornare in vita. Al nostro dovere, comunque, non mancheremo. Mille fiorini fu detto per burla; prendine cinquanta e ti andranno bene. –
Gli occhi del Pifferaio si fecero piccoli come spilli.
– Non ammetto scherzi – rispose – voglio la somma pattuita o sentirete suonare il mio piffero con diverso tenore. –
– Brutto spavaldo, razza di un suonator pezzente – rispose addirato il sindaco – speri con quel tono e quello sguardo da insolente di intimidirmi?! Cinquanta li rifiuti, non avrai nulla: suona fin che scoppi! –
Il Pifferaio non disse parola, andò per le vie, ed emise appena tre note. Si udì un correre di piedini, scarpe di legno risuonare sui ciottoli, battere di mani e vociare di piccoli. Tra calpestii e risa correvano bambini e ragazzetti con le guance rosa, i riccioli biondi, gli occhi vispi e i denti come perle tra labbra rosso rubino, tutti dietro al Pifferaio di Hamelino.
Il sindaco ammutolì e pure la giunta, vedendo i fanciulli passare saltellando; inutili i richiami e le grida dei genitori, che potevano soltanto seguire con lo sguardo il Pifferaio e i bambini danzare in fila alle sue spalle verso il fiume. Ma non andarono nell’acqua; si diressero invece verso le montagne, e raggiunto il fianco di una rupe entrarono per una porta, improvvisamente aperta, che si richiuse subito dopo loro.
Il sindaco mandò inviati in ogni parte del mondo a offrire al Pifferaio argento ed oro a suo piacimento, se solo fosse tornato e avesse riportato i bambini. Ma quando capirono che l’impresa era inutile, tutto il paese cadde per sempre in un profondo sconforto.
Uno però si salvò, il piccolo zoppetto che, ultimo e claudicante, non aveva fatto in tempo ad entrare: ancora dopo molti anni è triste nel ricordare che il Pifferaio aveva anche a lui promesso un paese paradisiaco, vicino alla città, le cure al suo piede e tanta felicità, e ora, ormai vecchio, siede spesso a pensare nel luogo dell’ultimo passaggio.

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E voi ne avevate mai sentito parlare di questa leggenda???

Come vi avevo anticipato prima…questa leggenda è strettamente correlata alla leggenda di due settimane fa…perchè Paganini fu chiamato il violinista del diavolo e pure lui…vestiva interamente di nero e eseguiva composizioni impraticabili a tutti gli altri musicisti!

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