E fu un piacere

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E fu un piacere…

Ho cantato il cielo
nelle notti d’agosto
al flebile passaggio
delle lucciole.
Le stelle, sempre più vicine,
portavano sogni e magie
intrappolati dentro reti
di mare.

Non c’era tempo per dormire.
Per dominare la voglia
d’avventura e d’amore.
Complice la luna,
pregavamo la notte
di farci compagnia.
Di assecondare
quella frenesia di baci
che ci rubava il cuore.
L’anima, spaziava
fra la sabbia, dove le mani
affondavano e i nostri corpi,
storditi di passione.

Venne un’onda a bagnare
l’abbraccio del destino.
E fu un piacere perdersi
per ritrovarsi nell’eco
di una conchiglia!

Maria Rosa Oneto