E adesso tutto cambia…. nuovo romanzo che sconvolgerà i rapporti tra islam ed occidente

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Il nuovo romanzo ” E adesso tutto cambia… ” colpirà chiunque lo leggerà, perchè tratta argomenti scottanti come il rapporto coniugale nei matrimoni misti, la libertà personale di ogni individuo che deve esprimersi come ognuno sente ed infine il sesso raccontato senza inibizioni, tanto che l’editore ha pubblicato una nota che avverte che i temi trattati nel romanzo sono rivolti ad un pubblico adulto.

L’autore con Raimondo Rodia

Conosco Giampiero da più di venti anni da quando, a metà degli anni 90′ muovevo i primi passi nel mondo turistico, mentre lui presiedeva ” Concert ” un consorzio di imprese per la qualificazione dell’offerta turistica nel tacco d’Italia. In quel periodo lui e pochi altri con anticipo avevano previsto lo sviluppo turistico del Salento correlato ad una serie di servizi che ancora oggi sono chimera. Fu il primo in Confindustria, in Italia, a creare proprio a Lecce la sezione Turismo. Sono contento di aver letto tra i primi, mesi fa, il romanzo in formato word e subito ne sono rimasto colpito. Quando dopo i primi tre romanzi mi ha chiesto di aiutarlo a trovare un editore capace per questo suo nuovo romanzo di 280 pagine, lanciato in Amazon il 19 novembre 2019, al prezzo di lancio di 10 euro, non ho avuto esitazioni nel fargli conoscere l’amico Stefano Donno editore de ” I Quaderni di Bardo “.

Il romanzo affascina fin dall’inizio con la protagonista già infante alle prese con i primi turbamenti sessuali, che con l’età crescono fino ad esplodere in adolescenza. Poi la protagonista una donna leccese realmente esistente incontra ed ama un iraniano e qui esplode con il matrimonio misto quello che è il leit-motiv presente anche nel titolo, una volta sposati si chiude la porta …E adesso tutto cambia.

Nel romanzo vengono affrontate tematiche come il rapporto coniugale nel matrimonio islamico, inquadrato nel più complesso rapporto che si instaura tra un uomo ed una donna nell’islam, già condizionato da presunti principi religiosi, che sono però frutto di ignoranza dei più e fonte di potere dell’élite, che si consuma nel privato e specialmente all’interno della famiglia. Qui assume, quasi sempre, proporzioni drammatiche nei cosiddetti matrimoni misti, quelli cioè celebrati tra coniugi di diverse religioni o addirittura come succede nel romanzo tra un uomo religioso come Mansoor musulmano e un’atea la leccese Rosetta. Parlando con l’autore mi spiega come ogni giorno si consumano dei drammi in queste famiglie a danno delle donne, nella completa a volte inconsapevole indifferenza della collettività. Diventa inaccettabile in una società come la nostra che si vanta di essere paladina di libertà e di difesa dei più elementari diritti delle donne che nessuno ne parli.

La storia raccontata tra l’altro vera per la gran parte, tanto che, molti passaggi piccanti sono stati dettati dalla protagonista al nostro romanziere, insomma il romanzo è scevro da pregiudizi religiosi e culturali per cui si discredita un comportamento piuttosto che l’altro. Ma essendo tratta da una storia vera, romanzata con maestria, non si può certo accusare Paladini di parzialità visto la sua conversione all’Islam, anzi penso che lui stesso sia consapevole che avrà molte critiche feroci nel campo islamico che non in quello occidentale. Il romanzo è frutto di un esperienza diretta e profonda ed una conoscenza delle dinamiche sociali in essere nei Paesi di origine dell’islam. Il contrasto netto tra quanto affermato nel Corano, a proposito di tali rapporti, e quanto concretamente praticato, emerge evidente nella narrazione, la necessità di denuncia di tutto questo è netta al fine di eliminare ogni alibi per comportamenti che nulla hanno di religioso ma che attengono esclusivamente a situazioni di sottocultura e ignoranza o, peggio, a precisa e inaccettabile volontà maschilista di tenere in uno stato di sottomissione la donna. Tutti siamo sottomessi, uomini e donne nella stessa misura, ma solo a Dio, e mai è giustificata nel Corano la sottomissione di un essere umano ad altro essere umano in quanto di fronte a Dio siamo tutti uguali.

La seconda ragione consiste nella circostanza che le problematiche sono trattate senza alcun velo e ipocrisia. I fatti vengono narrati per quelli che sono, crudi, violenti e drammatici, perché provochino in chi legge il giusto sdegno per lo schifo che ogni giorno ci viene propinato (la storia raccontata è solo una infinitesima parte del tutto), adombrato da neo-legittimità inesistenti, nella totale e generale indifferenza, figlia di un materialismo imperante che tutto riconduce a oggetti e merci e nulla più concede all’anima.

A tutta quella complessa interiorità e intimità umana e alle emozioni personali che la massificazione in atto pretende di chiudere in recinti e modelli predeterminati, imposti attraverso i moderni, micidiali, tecnologici strumenti di comunicazione di massa. Anche la sessualità, elemento determinate in tutta la storia, viene trattata per quella che è realmente, ancora una volta, senza ipocrisia. La protagonista della vicenda è proprio così, così si è raccontata…. chi ero io ci dice l’autore per raccontarla in maniera differente, per negare emozioni, sentimenti e passioni che, nel contesto drammatico della narrazione, hanno una loro collocazione ben precisa, non fine a se stessa, chiarificatrice e determinante nello svilupparsi del rapporto con un coniuge che non accetta, e non per ragioni religiose, il diritto di essere libera per come si è realmente?

Giampiero Paladini

Giovanni Piero Paladini, nato nel 1957 a Magliano in provincia di Lecce, laureato in giurisprudenza, esperto di relazioni internazionali. Opera da anni nell’area MENA acronimo di Middle East and North Africa quindi in Algeria, Bahrain, Djibouti, Egitto, Iran, Iraq, Israele, Giordania, Kuwait, Libano, Libia, Malta, Marocco, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Siria, Tunisia, Emirati Arabi Uniti, Palestina, Yemen, Western Sahara, Mauritania, Sudan, Turchia, Somalia. Presidente CONFIME – Confederazione Imprese Mediterranee di cui è anche fondatore. Convertito all’Islam nel 2013 col nome “Khaled”, è stato promotore della prima Università Islamica in Italia di cui è attualmente Presidente. E’ alla sua quarta produzione letteraria dopo la trilogia dedicata all’Avv. Marco Latini, composta da “L’onore Perso”, “Il decimo cerchio”, “Il giuramento del falco”.

Insomma un romanzo che lascerà tracce indelebili sulla cultura del nostro tempo. Prenotatelo adesso su Amazon ed un corriere ve lo porterà direttamente a casa.

Raimondo Rodia