Due vite

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Emanuele Trevi
Due vite

Recensione a cura di Anna Cavestri 

Sarei rimasta a leggerlo ancora per ore tanto è stato piacevole leggere questo libro: Due vite
Il libro parla di amicizia, quella particolare e a volte unica che si instaura con qualcuno. E parla di scrittori e della loro scrittura, perché scrittori sono questi amici: Rocco Carbone e Pia Pera.

E alla loro memoria è dedicato il libro. Una forte amicizia tra loro, personalità differenti che si amalgamano bene, tanto da essere punti di riferimento uno per l’altro. Nel libro le storie di Pia e Rocco si intrecciano con quella di Trevi, nei suoi ricordi. Non sempre è stato idillio con Rocco, dal carattere difficile, rancoroso, molto orgoglioso, tanto che non si contano le grandi liti tra i due.

Un testo chiaro, senza ambiguità 

La lingua che usa Rocco nei suoi scritti è volta a dare senso alla parola senza nessuna ambiguità, fatta di nomi comuni quelli che subito si comprendono. L’autore era critico anche nei confronti di se stesso, un’anima in pena.
Pia era completamente diversa, anticonformista, libera, di un’intelligenza particolare. Traducevaidal russo e ci metteva il suo modo di vedere a volte anche azzardando e andando incontro a critiche. Tra i tre, tanti momenti di condivisioni, viaggi complicità, una amicizia davvero particolare.

Durante una delle tante litigate, Trevi perde la pazienza e si allontana da Rocco, che non accetta che qualcuno possa pensare diversamente da lui.
Per un po’ stanno lontani, per poi ritrovarsi.
Rocco aveva avuto qualche traversia, ma ormai in casa era uno di famiglia, passava più tempo a parlare con la moglie di Trevi, ma riusciva anche a ritagliare del tempo solo per loro e con Pia. Rocco sembrava aver trovato una sua stabilità e questo non poteva che facilitarli.

Un incidente però interrompe precocemente la sua vita, lasciando un grande vuoto e anche un rammarico all’autore del libro per non essere riuscito forse a capire, che tutto sommato quello che Rocco chiedeva quando era molto arrabbiato e deluso anche dei suoi libri, non era altro che ricerca di affetto. Curerà l’uscita dell’ultimo libro che Rocco aveva scritto e che ovviamente è uscito postumo. Un modo anche per riallacciare il rapporto con lui. È stato uno skoch per tutti gli amici di Rocco la sua precoce dipartita .

Trevi riporta un articolo che sua moglie a quel tempo ( Chiara Gamberale) aveva scritto subito dopo la morte di Rocco che fa capire il calibro dello scrittore :

“ In un universo letterario così chiuso e asfittico come quello italiano, Rocco, per come era fatto, si era circondato solo di persone come lui, che erano in realtà moltissime. Diverse da tutto, nel bene e nel male …….”

Trevi ha risentito molto di questa perdita, tanto da somatizzare il suo malessere per un certo tempo.
Pia è rimasta un riferimento, la loro amicizia si era rafforzata e spesso i ricordi andavano alle cose fatte con Rocco. Anche la vita di Pia nel frattempo andava cambiando precocemente con l’inizio di una malattia che arriva piano ma non lascia tregua: la SLA. Aveva deciso già prima di ammalarsi di andare a vivere in campagna nella casa di famiglia nella collina pisana ( Trevi non vedeva bene questo trasferimento) e si dedicava con grande piacere alla terra, curava l’orto le piante. Ci ha scritto pure dei libri. Era l’entusiasmo fatto persona.
Ed ha continuato fino all’ultimo delle sue forze a rimanere nella sua terra. Trevi le è stato vicino, il carattere di Pia forte e determinato non lasciava spazio al pietismo o al compatimento. E precocemente se n’è andata anche Pia.

Nonostante la triste storia dei due amici, quello che viene messo in risalto e la bellezza dell’amicizia, la bellezza di queste persone con le loro peculiarità, un modo di approcciarsi alla morte, come l’uscita di scena dell’eroe greco di Omero: Elpenone, uno dei compagni del viaggio di Ulisse. Ubriaco, Elpenore si sdraiò a dormire sul tetto dell’abitazione di Circe. Al mattino, essendosi dimenticato dove si trovasse, cadde e morì per la rottura dell’osso del collo.

Davvero un libro piacevole, scritto bene, un invito alla riflessione, su diversi fronti: quello letterario e molto particolare dei due amici ( da far venire voglia di andare a leggere o rileggere); quello più generale sulle cose importanti della vita, e sul senso delle vere amicizie.

Anna