Due serbi, tre musulmani e un lupo

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Luca Leone-Daniele Zanon
Tre Serbi, due musulmani, un lupo.

Magistralmente scritto, nasce come raccontò per ragazzi, ma la lettura è consigliata anche agli adulti.

5 ragazzini:Jelena ed il suo lupo Vuk, (serba), Emina e Faris (fratelli musulmani), Tomislav e Zatlan (musulmani).
Amici, compagni di scuola e di giochi, nell’età più bella per essere spensierati, nella loro terra, la Bosnia .

Sono sognatori, fantasicano il loro futuro, sono solidali, uno per tutti e tutti per uno.
Zatlan ha un padre ed un fratello severi e aggressivi, Jelena vive con la nonna, la mamma è morta quando era piccola ed il padre l’ha abbandonata. Tra loro c’è una forte unione che allevia le pene di ognuno.
Sembra una favola la loro vita, ma come nelle migliori favole, anche in questa cominciano ad arrivare orchi che fanno sentire il pericolo nell’aria che respirano.

È la primavera del 1992, gli orchi hanno un nome, sono quelli che parlano di fare pulizia etnica, la serbizazzazione dell’area di Prijedor, l’area dove vivevano i ragazzi e tante altre famiglie.
Tra i sostenitori di questa guerra, perché di guerra si è trattato, il padre ed il fratello di Zatlan, che non fanno altro che dichiarare odio profondo verso i musulmani serbi.

Il fratello si arruola volontario nella guerra che già è iniziata da qualche parte in Bosnia.
I ragazzi ne sentono parlare a scuola da un professore che dichiara apertamente la sua contrarietà a questa guerra, lui è musulmano, a cui è affidato il compito di comunicare che la scuola chiude in anticipo proprio per quello che sta succedendo.
Seppure la storia è di fantasia, i fatti riportati sono ricostruiti su basi storiche e testimonianze.
In paese comincia il fuggi fuggi, per chi riesce, gli altri, i musulmani, vengono deportati, le case saccheggiate e distrutte. I nostri ragazzini si trovano all’improvviso in totale confusione ed in mezzo alla guerra, i fratelli musulmani, il cui padre era uscito di casa senza fare ritorno, vengono presi con la madre ed altri, tra cui il professore e buttati in un camion per essere portati in un campo di tortura e concentramento, in quelle zone ne erano stati aperti diversi.

I tre amici musulmani, sgomenti e distrutti dall impossibilità di salvarsi, escogiteranno un piano. Insieme al lupo si avventureranno alla ricerca di Amina e Faris, affrontando con coraggio e determinazione il loro piano. Intanto i controlli del territorio si fanno più fitti e per loro il pericolo è sempre più imminente.

Zatlan e Tomislav, a che se musulmani, vengono presi e messi duramente a lavorare per dei guerrafondai russi, collaboratori degli ultranazionalisti serbo- bosniaci. Jelena ed il lupo faranno di tutto per salvare gli amici.
Al di là di come andrà a finire questa storia, che naturalmente fa appassionare e fare il tifo per i ragazzi, che ancora una volta ci fanno vedere come si può stare bene insieme pur con religioni ed usi e costumi diversi, questo libro non e’ un romanzo ma un racconto storico, un reportage.
Quello che si racconta è accaduto davvero ed è descritto nella sua violenta crudita’, ci sono passaggi che fanno star male, sono pugni nello stomaco.

In quella stagione i ragazzi sono diventati adulti tutto in un colpo, trovandosi in mezzo a violenza e disumanità senza neanche avere il tempo di rendersene conto.
La storia ci dice che quelli sono stati luoghi di uccisioni di massa. Gli abitanti, alcuni morti e messi in fosse comuni, altri torturati, donne e bambini lasciati senza cibo e acqua per giorni in luoghi di disperazione. Le violenze sulle donne erano un vanto per gli integralisti.
C’è una testimonianza alla fine del romanzo, di una donna Alma KA, che aveva 16 anni quando è cominciata questa guerra, racconta quello che è successo a lei alla sua famiglia e ad altri come loro. Fa male leggere e sapere che è tutto vero.

Il libro è ricco di ricostruzione storica, è un tema caro a Luca Leone, di cui ho letto “Višegrad”, sempre sul conflitto che ha insanguinato la Bosnia dal 1992 a 1995.
Ho avuto modo di conoscere L.Leone quando ha presentato Višegrad al festival di Lettaraltura a Verbania, so che è molto impegnato per fare conoscere questa storia e tutti gli atti giudiziari che ne sono seguiti. Ho conosciuto anche Alma, donna eccezionale.
Il coautore di questo romanzo Daniele Zanon, l’ho conosciuto attraverso le note biografiche sulla quarta di copertina del libro. Sicuramente un curriculum di tutto rispetto e se il libro è così meritevole di essere letto, ripeto anche dagli adulti,è anche grazie a lui.

Anna