Due feste nel cuore dell’Estate 2020

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Come un diario segreto da riempire con parole scritte vergate sul foglio bianco, ecco i pensieri che vagano nella mente in questo periodo liquido che stiamo attraversando tutti noi. Così ho voluto fermare nel tempo e lasciare traccia di due albe di festa e tradizione popolare che quest’anno sono arrivate silenziose.

La prima la Madonna dell’Assunta, il ferragosto, l’apice del periodo estivo che poi pian piano si spegne correndo incontro all’autunno. Reminiscenza di antichi riti pagani legati a Diana. La festa della Lizza ad Alezio e quella di San Rocco a Torrepaduli quasi si fondevano nel passato in un incredibile crogiolo di musica, danza, tradizioni arcaiche e sapori tradizionali.

Le ultime ore son passate qui tra l’eco di fuochi di artificio lontani e non visibili ed i suoni tribali di una discoteca che non mi ha fatto dormire. Quando finalmente il rumore si è spento un altro ha preso il suo posto, quello inconfondibile te lu rusciu te lu mare ( il rumore del mare ) incessante, sordo ed ineluttabile come le onde che baciano la terra lì dove entrambe si congiungono. Echi lontani della festa di Diana portatrice di luce mentre mi godo il primo timido raggio di sole che illumina questa parte di mondo. Cosi si è svolta la prima notte insonne in località Lido Conchiglie lì dove il corpo martirizzato di San Mauro trovò conforto nella grotta sulla serra che domina la località marina.

Un bagno gratificante in queste acque per sfuggire al caldo soffocante, ma meglio ritirarsi troppa ressa, gli ombrelloni son piantati persino sul bagnasciuga e meno male che quest’anno bisognava tenersi a distanza. Un pranzo sul balcone del terzo piano del condominio Delfino ripaga abbondantemente e ti fa vivere ed apprezzare questo angolo di Paradiso.

Così anche il primo giorno di festa lascia il posto ad una nuova alba.

L’alba di San Rocco in altri anni era baccano, si sentiva il rumore del vociare del popolo, della musica incessante dei tamburelli che accompagnavano le ultime ronde che per tutta la notte avevano ballato al ritmo della pizzica sfidandosi con le dita della mano destra mimando duelli di coltelli ormai sopiti. Ma da dove nasce la tradizione del duello rusticano forse dalla cosidetta ” Pietra Tunda ” luogo di appuntamento deputato a Galatina per sfidarsi con il coltello per salvare l’onore vilipeso, davanti a testimoni gli uomini si sfidavano con duelli a primo sangue cioè ci si interrompeva alla prima ferita oppure a morte se l’offesa era grave.

Ricordiamo che per secoli Torrepaduli oggi frazione di Ruffano, faceva parte dei feudi legati all’ospedale di Santa Caterina a Galatina a più riprese tra il 1369 anno di nascita dell’ospedale cateriniano e il 1806 anno dell’eversione feudale e ad esso pagavano le tasse. Probabilmente questa la spiegazione veritiera, contro quella assai fantasiosa, ma che va per la maggiore dell’origine ” Rom ” di tale antica tradizione. Il paese di Torrepaduli nel tempo ha mutuato tradizioni tipiche galatinesi, come la pizzica legata al Tarantismo che accompagnava con la musica e la danza il gesto dello sfidarsi con i coltelli ( danza delle Spade ), entrambi come abbiamo scritto nate a Galatina, capoluogo un tempo del piccolo borgo che festeggia ed onora San Rocco.

Raimondo Rodia