Dove mi trovo di Jhumpa Lahiri

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Un libro che si fa ricordare, Dove mi trovo, scritto dell’autrice bengalese Jhumpa Lahiri, cresciuta in America e attualmente residente in Europa, con una spiccata passione per il nostro Paese e la nostra lingua, infatti questo libro è stato scritto in italiano.

Si tratta di un libro molto particolare, in quanto è formato da 46 capitoli brevi, a volte brevissimi, racconti staccati, autonomi, che si aprono via via come finestre sulla vita della protagonista, la quale parla in prima persona, senza specificare né luoghi né tempi in cui si svolgono gli episodi.

Pur diviso in piccoli brani, il libro ha la forza di delineare un unico affresco della vita vissuta dalla donna attraverso le parole rivolte a se stessa e a chi la legge, come fosse un’amica, un’attenta confidente.

Non è un libro dichiaratamente autobiografico, si tratta di un ipotetico viaggio attraverso i luoghi che segnano l’interiorità della protagonista, facendone un viaggio esistenziale partendo dal passato, infanzia e rapporti con i genitori, passando al presente difficile e introverso, per aprirsi al futuro incerto, ma aperto e speranzoso di arrivare a una maggiore consapevolezza e serenità interiore.

Ogni parola è pensata e soppesata con cura, per arrivare all’essenza perfetta di sentimenti ed emozioni, vissuti in attimi unici e irripetibili nell’ambito della normale quotidianità.

Già dal titolo si scorge la particolarità dell’opera, Dove mi trovo, non è un punto di domanda, ma volutamente un’asserzione, una certezza che tra le pagine del libro non emerge, anzi al contrario, ci troviamo continuamente di fronte a domande che la protagonista si pone senza avere mai la forza di darsi una risposta.

Il libro fa riflettere sugli aspetti della vita, su cui spesso il pensiero, nella sua velocità, non ha la possibilità di soffermarsi.

Maria Cristina Pazzini