Donne Velate – San Leo (RN) 25 marzo – 15 Aprile

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DONNE VELATE

di GIOVANNA GABRIELLI

Palazzo Mediceo di San Leo – dal 25 marzo al 15 aprile 2016
ingresso libero

Giovanna Gabrielli scultrice e ceramista per vocazione.
La scelta esistenziale artistica risale a circa vent’anni fa. In questo lungo periodo di tempo si è dedicata ad un’intensa attività di studio e di ricerca, di sperimentazione e di confronto.
Si è avvicinata alla materia scultorea imparando la lavorazione artistica della ceramica per produrre oggetti d’arredo ed ha acquisito competenza nell’uso di tecniche diverse, dalla modellazione dell’argilla alla cottura raku, ha lavorato in collaborazione con il Maestro Tonino Guerra.
Ha maturato una pratica tecnica soprattutto con il raku, antica tecnica di origine giapponese, l’argilla refrattaria prende forma e resiste al fuoco per dare espressione al gesto dell’artista, difficile da lavorare, da piegare, da forgiare e che per questo riesce a stimolare la sua energia creativa, sottoponendola ogni volta a dura prova.

Giovanna, attraverso le sue opere, dimostra ora di aver raggiunto una certa abilità nell’adattare materiali e metodi a quanto intende esprimere.
La sua arte è davvero combinazione di energia, di talento e d’instancabile esercizio.

locandina san leoLe sue figure incarnano la natura umana con i suoi sentimenti e le sue tensioni.

Talvolta, pur nella solidità della materia, esprimono grazia, leggerezza, eleganza, serenità; talvolta manifestano aggressività, violente reazioni, quasi a voler testimoniare le due facce di una stessa realtà.
Nelle sue opere le “Donne Velate” s’incontrano e si scontrano gioie e dolori.

La materia piegata, plasmata, a volte graffiata, racconta sentimenti, rivela la conoscenza da parte dell’artista dell’essere umano, con i suoi pregi e difetti, con la sua ricchezza e aspirazioni.
La nascita di un’opera inizia sempre con un percorso di ricerca, soprattutto di indagine sull’espressione corporea e si completa con elementi d’aggiunta come piante verdi delicate e armoniose o duri e spinosi fiori secchi che completano ogni opera.

Giovanna progetta le sue opere, realizza schizzi preparatori e modella la creta per sculture di grande senso estetico e manualità.
Si avvale principalmente della tecnica a “tutto tondo”, ricoprendo in certi casi i volti delle donne con aggiunte e sovrapposizioni di veli, impalpabili e sottili.

Le opere più recenti raffigurano soprattutto corpi femminili, lisci, materici, il volto appena accennato. La testa è impostata nei suoi caratteri principali, e quello che le caratterizza è il velo, che cela le forme morbide dei volti, le espressività evidenti, ma non troppo accentuate, ecco che il velo prende forma e movimenti sinuosi che esprimono e comunicano quella sensibilità che gli ha dato forma. Queste figure appaiono nell’atto di trasformarsi: esseri umani colpiti dalla sofferenza, consumati dall’oppressione e dall’egoismo, che inquinano il mondo, ed ora purificati attraverso il dolore, leggeri, affamati di libertà.
Le opere di Giovanna riflettono l’osservazione della realtà, che è penetrata nei suoi caratteri e variazioni, trasfigurata e sentita secondo la soggettiva percezione.

La sua arte non è individualistica. Il criterio che sta alla base del suo lavoro, il punto di partenza è di considerare l’arte per l’individuo, l’arte come portatrice di messaggio, che sappia suscitare emozioni, ma che spinga anche a riflettere.