Don Luigi Ciotti. La classe dei banchi vuoti

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Luigi Ciotti.
La classe dei banchi vuoti.
Ed Gruppo Abele.

A cura di Anna Cavestri 

Dodo’ studiava sodo e poi , quando giocava a calcio fuori dalla scuola, con i compagni, correva facendo la telecronaca delle sue azioni. Sognava Del Piero, Dodo’.
L’hanno sparato a Crotone, il 25 giugno del 2009, nel suo campetto, la sua gioia, il suo svago, la sua vita.
Aveva 11 anni. È morto dopo tre mesi di coma.
L’hanno ucciso quelli la ‘.
Simonetta era bella. Così bella che papà Alfonso le ripeteva sempre che sembrava uscita da un acquerello. Di quelli belli però. Ed era pure brava a scuola. Un giorno di maggio del 1982, però, Simonetta è andata al mare, ma dal mare non è più tornata. Aveva 11 anni.
Annalisa rideva tanto e parlava tanto, specie col suo diario .Annalisa abitava in un posto che, per vivere, ci vorrebbe una fascia protetta. Un posto violento dove è proibito anche parlare. Una sera calda di giugno, passò un motorino sotto casa sua, dal motorino parti ‘ una musica di piombo. Annalisa non senti ‘più alcuna musica. Aveva 14 anni.
Sono le prime tre storie, che Don Luigi Ciotti, racconta nel libro La classe dei banchi vuoti.
Un libro con linguaggio semplice, leggibile e che narra esistenze troncate (Domenico, Simonetta, Gabriele, Giuseppe, e altri ).
Vite interrotte, foglie cadute dall’albero della vita, metafore particolari di una geografia d’orrore e violenza che da Firenze a Corleone, macchia la cartina d’Italia da oltre un secolo.
Straziante, non potrebbe essere altrimenti. A tanto arriva l’uomo.