Dolore d’altra epoca

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Sono stanca
dei divieti di fumo ai ristoranti
con piatti carichi di veleni
e ciotole d’acqua per cani
sempre un passo fuori dall’uscio.
In questa sacca,
da cui pendono gambe e braccia,
non c’è più nessuno.
La pretesa di capire è pari alla passata assenza.
Scorrono le ore della domenica
come scorre il sangue nelle vene.
Passano allettanti
i profumi della cena,
pronti sempre un attimo prima
che la fame sia vera.
Aggancio al muro
le parole che non ho detto.
Di un’altra epoca
pare essere questo dolore.

SM TDR 03/02/19 rev.02/2021