Diamanti D’Italia: Otranto, un vero gioiello, un’atmosfera unica

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Il primo appuntamento della mia rubrica Diamanti d’Italia, a spasso per un paese che ha una ricchezza sterminata di arte,cultura e tradizione che spesso non è in grado di valorizzare a dovere.

 

Quattro anni fa per la prima volta in vita mia visitai una città che mi rimase dentro. Si tratta di Otranto. Conoscevo già di nome questo luogo ma non l’avevo mai visitato. Mi ci trovai per alcune ore con moglie e amici e rimasi folgorato dalle sensazioni positive che questa cittadina e il territorio circostante mi lasciarono.  Questo luogo trasuda di storia arte e cultura, è il punto più ad est d’Italia, è considerato un collegamento naturale tra Oriente ed Occidente ed è circondato da luoghi incantevoli e da un mare color cristallino. Otranto, il cui nome non è chiaro se derivi da Hydruntum, un piccolo fiume della valle dell’Idro o da Odronto, una collina nei pressi della cittadina ti fa stare a tuo agio quando cammini nei suoi vicoli ricchi di caffè, ristorantini, locali, negozi. Ti senti come in un luogo fantastico, fuori dal tempo ricco di profumi accattivanti. Raggiungibile in auto dalla litoranea o dalla superstrada Lecce – Santa Maria Di Leuca o in treno tramite le FSE (Ferrovie Sud Est) è un luogo che vale assolutamente la pena visitare. Ma veniamo al centro: si nota subito che si tratta di una città fortificata dalle mura difensive, qui assai utili dai tempi antichi per via della posizione della città, che da sempre è stata un’incredibile opportunità per i commerci, ma un grosso pericolo per gli appetiti di chi da sempre ha voluto farla sua. La Porta Alfonsina da l’accesso al borgo antico, ricco di vicoli e case caratteristiche oltre a negozietti turistici e tradizionali che danno ad Otranto il tipico aspetto delle antiche città commerciali del Mediterraneo.Otranto è stata a lungo contesa con i Turchi, che la conquistarono nel 1480 per un brevissimo periodo in cui pero’ fecero razzie della città e dei suoi abitanti non riuscendo pero’ a danneggiare irreparabilmente, per fortuna,il centro storico. A testimoniare l’incubo delle invasioni dei Turchi sono rimaste le due torri medievali di avvistamento.

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Otranto, fondata dai coloni Greci fu conquistata nei secoli dai Longobardi, dai Bizantini, dagli Angioini, dagli Aragonesi e dai Turchi che mutarono per sempre il destino di Otranto, sino a quel momento città importante ed influente in tutto il Mezzogiorno d’Italia, per poi finire sotto il regno di Venezia ed il Regno di Francia. Ovviamente tutte queste dominazioni hanno lasciato il segno nell’arte, nella cultura, nella tradizione.Una di queste testimonianze è senza dubbio l’imponente Castello Aragonese,attualmente  utilizzato come teatro per mostre e ed avvenimenti culturali come le giornate Medioevali che si svolgono in primavera di solito a maggio. Il fossato non è mai stato pieno d’acqua, ma un tempo si accedeva al Castello esclusivamente tramite ponte levatoio. In occasione delle giornate medioevali,proprio il fossato è teatro di una serie di iniziative tra cui  la “fiera medievale di primavera”, derivante fiera originale dedicata al popolo nel Medioevo, la “fiera del mercato” dove vengono mostrate armi, abiti e strumenti d’uso a quei tempi, e soprattutto la raffigurazione tramite un centinaio di figuranti  nei panni di cavalieri e dame, soldati e cantastorie, con l’evento culminante che consiste nella battaglia per l’investitura a cavaliere.Antica fortezza militare, progettato da Ciro Ciri e fatto costruire tra il 1485 e il 1498 da Fernando I D’Aragona sopra il basamento di fortezze sveve e turche, il castello presenta una pianta pentagonale, cinta da un fossato di protezione e ha tre torri cilindriche angolari. Proprio dalla piazza dinnanzi al castello parte il labirinto di vicoli del borgo antico di cui scrivevo sopra da cui si aprono improvvisamente scorci inaspettati e viste suggestive che lasciano a bocca aperta. Non distante dal castello c’è la Cattedrale di Santa Maria Annunziata, altra fantastica opera dall’ immenso valore artistico e storico, risalente al XI secolo con i resti del massacro degli 800 fedeli che durante l’invasione dei turchi nel 1480 tentarono la resistenza non volendo rinnegare la propria fede. Terminata e aperta al culto nel 1088 è originale a parte la facciata, ricostruita dopo l’invasione turca, Il massacro dei martiri d’Otranto, pagina molto triste per la città è rappresentato nella Cappella dei Martiri all’interno della Cattedrale. All’interno della Cattedrale c’è poi, sotto forma di mosaico, l’Albero della Vita, con episodi dell’Antico Testamento,fu pensato come un immenso tappeto da preghiera e come connubio tra tradizione culturale orientale e occidentale. Presente anche una serie di simboli pagani legati al ruolo di Otranto, ponte tra Oriente e Occidente.In sostanza seguendo l’ ipotetico cammino verso la salvezza, i fedeli si trovavano davanti ad un albero, il cui tronco rappresenta il loro cammino, che tra gli episodi dell’Antico Testamento, dei Vangeli, del romanzo di Alessandro Magno e del ciclo di Re Artù, porta alla redenzione. ll mosaico della Cattedrale di Otranto è considerato come  uno dei più misteriosi monumenti del nostro patrimonio storico oltre che una rappresentazione enciclopedica del Medioevo.

 

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C’è poi la Chiesetta di San Pietro, caratterizzata da un’architettura bizantina a croce greca e famosa per la ricchezza degli affreschi in essa custoditi e il cui nucleo centrale risale al v secolo ed è la più antica della città. Altre Chiese minori ma interessanti sono la Chiesa di Santa Maria dei Martiri, la chiesa di Santa Maria del Passo, e la chiesa della Madonna dell’Altomare. C’è poi il porto, fulcro della città fino all’avvento del turismo, data la vocazione Otrantina al commercio e alla pesca. Il lato paesaggistico poi è da favola, a parte gli scorci cittadini veramente incantevoli,muovendosi verso nord sulla litoranea, in pochi chilometri, si arriva alla Baia dei Turchi, chiamata cosi’ perchè vi approdavano i soldati turchi, con un mare dal color cristallino, li vicino troviamo I Laghi Alimini, due laghetti, uno di acqua salata e uno di acqua dolce collegati da una lingua di sabbia. Sempre in zona,le ampie baie di rocce levigate di Torre Dell’Orso e di Torre Sant’Andrea,rocce scolpite e insenature da favola oltre agli storici faraglioni delle “due sorelle”.

 

A a sud della città si trova invece la Baia di Orte,spiaggia selvaggia ed ancora incontaminata; stesso discorso per Porto Badisco, noto per l’epico sbarco di Enea in Salento, e dove è presente la Grotta dei Cervi. Poi da non dimenticare, nei dintorni, per gli amanti del turismo termale, Santa Cesarea Terme con le sue grotte e le sue stazioni termali. Insomma c’è un po’ di tutto nei dintorni della Città Dei Martiri:storia, cultura,paesaggi incontaminati,tradizione. Punta Palascia, con l’imponente faro e l’alba incantevole e la Valle dell’Idro con le grotte bizantine sono altri due gioielli della zona.Al di là della sua storia e del suo paesaggio, Otranto mi ha colpito per essere una città, almeno in estate, molto vivace, ricca di enoteche,ristoranti,pub e locali caratteristici. Insomma, incantevole davvero.