Di sangue e di ferro

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Di sangue e di ferro
Luca Quarin

È un libro molto particolare e molto interessante è la sua struttura.
I piani di lettura sono più di uno e tanti sono gli interrogativi di tipo filosofico che percorrono tutto il romanzo che verte fondamentalmente sulla verità, storica e individuale.

Protagonisti sono tre:  Andrea Ferro, uomo di mezza età che si trova ad Udine al capezzale della nonna, con cui è cresciuto, l’eversione nera in uno dei suoi più inquietanti episodi, la strage di Peteano (31 maggio 1972) e in parte lo scrittore stesso Luca Quarin.
Cercando di mettere ordine nella casa della nonna, Ferro si trova a dover mettere ordine anche nella sua vita e soprattutto in quella della sua famiglia.
I suoi genitori muoiono in un incidente e lui rimane orfano a tre anni e cresce con i nonni paterni.
E quello che piano piano viene alla luce, col quale non aveva mai voluto/saputo confrontarsi è il suo tormento.
Quarin stesso si rivolge a lui per la pubblicazione di un libro, gli scrive mail e propone punti di vista, veri e propri quisillibus filisofici sulla narrazione, sulla scrittura e quant’altro relativo al libro che vorrebbe pubblicare.
Si dipana nel romanzo una pagina di storia che si è protratta per anni prima di far venire alla luce una fitta trama di collegamenti e depistaggi legati all’attentato del 1972 che forse ha trovato una verità dopo più di dieci anni.
A vario titolo erano coinvolti per ragioni opposte i nonni e i genitori di Ferro, ma il motivo del coinvolgimento è la scoperta con cui non è facile fare i conti.

Scoprire una realtà difficile da digerire e pensare a come i nonni fossero implicati in questa brutta storia.
Un tormento.

E ci di chiede: sebbene sembra chiaro che la verità relativa ad un evento storico è giusto che venga sempre a galla per giustizia dovuta, quella relativa alla propria storia familiare a posteriori è sempre dovuta?
Parrebbe di sì, i conti dovrebbero sempre tornare anche se il costo è alto.
Ma forse no, giova sempre scovare fino in fondo? Lo svelamento può cambiare il corso o le scelte di una vita adulta?
Ferro vorrebbe dimenticare, lo scrittore può continuare a ricordare il passato.
È un romanzo che fa riflettere molto.
Nel romanzo Quarin riporta anche documenti ufficiali e contributi giornalistici che si intrecciano bene con la parte romanzata rendendo la lettura piacevole.

Anna