Davide Pappalardo. Che fine ha fatto Sandra Poggi?

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Davide Pappalardo
Che fine ha fatto Sandra Poggi?

Già, che fine ha fatto Sandra Poggi?
Una bella ragazza di buona famiglia, scompare, o meglio se ne va da casa, una bella casa di una famiglia borghese, che a lei sembrerebbe stare stretta, facendo perdere le sue tracce. Il romanzo è ambientato nel 1973, a dicembre.

Libero Russo, investigatore privato, un po’ “sconclusionato “, ex poliziotto, cacciato dalla polizia, siciliano d’origine, vive a Milano. Viene contattato da uno sconosciuto, riccioli d’oro, che si era presentato come il fidanzato di Sara che voleva ritrovare a tutti i costi, sborsando in effetti un po’ di denaro.
Pare che Sara sia un po’ squilibrata, che sia stata seguita da uno psichiatra, che stia cercando se stessa frequentato ambienti politici opposti, in città diverse e che viva all’avventura.

Anche Libero, pare non abbia ancora trovato se stesso, sempre dalla parte degli ultimi, dei “ poveracci “, con la nostalgia della sua terra, intanto comincia a cercare lei.
Il primo con cui si incontra è lo psichiatra, poi l’amica, e le informazioni che riceve lo portano da Milano a Venezia poi a Bologna e…

E la incontra pure, dopo aver sentito anche la famiglia, e aver scoperto che non c’erano rapporti idilliaci tra loro. Lei e la sorella, che Libero ha frequentato senza conoscerne il cognome poiché, in quanto donne, avevano poca importanza, l’azienda aveva bisogno di uomini per continuare e chi meglio del fratello, il preferito del padre…

Sandra, ha la capacità di farsi trovare e sparire facilmente davanti gli occhi del nostro investigatore che non rimane indifferente alla sua bellezza.
Nei momenti difficili a tenere compagnia a Libero Russo c’è la bottiglia di Bourbon, nel suo angusto monolocale che condivide col gatto.
L’indagine è complessa, in suo aiuto viene, forse non a caso, un ex collega, con cui è rimasto amico, Marione, che come si suol dire gli salva “il salvabile “ più volte.

Sandra, amata da riccioli d’oro, amata dallo psichiatra, amata dall’amica, pare non farsene niente di tutto questo amore, fa la hippy, vive per strada “svaporata”.
Ma c’è chi invece vorrebbe farla fuori, forse non è un caso che se n’è andata da casa.
E per arrivare a lei c’è chi ci lascia le penne, mentre Libero Russo, si chiarisce sempre più le idee .
C’è chi ha notato il suo buon lavoro in polizia, chissà…
Ma che fine ha fatto Sandra Poggi?

È un libro molto piacevole da leggere, una scrittura ironica, autoironica, intrigante come un giallo deve essere, e con tutti gli elementi che rendono un giallo interessante, con un investigatore che per quanto sciamannato, è una persona di valore, in cerca di verità in senso lato.
Attaccato alla sua terra, alla sua famiglia,
“al padre mare e alla madre Etna.”

È un libro che si legge tutto d’un fiato, la curiosità della fine che ha fatto la protagonista è tanta.
Come ho già detto il libro è ambientato nel 1973, io ero una ragazzina e l’autore non era nemmeno nato, ma l’atmosfera che si respira nel libro è proprio quella che ricordo si respirava allora.

Anna