Daniele Batella: End of the Road Bar

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Daniele Batella
End of the Road Bar

Libro d’esordio di Batella .

È uno strano bar l’ End of the Road Bar, ci lavora Penny, una bella ragazza che non da confidenza a nessuno ma sa fare bene il suo lavoro. Solitamente le persone entrano per bere qualcosa e se ne vanno subito, e se anche sostano un poco nessuno parla con gli altri, c’è sempre un grande silenzio.
La caratteristica di questo posto è che chi entra ha sempre qualcosa da raccontare alla barista, che ascolta in silenzio. Nessuno esce senza aver bevuto qualcosa e, solitamente chi entra per la prima volta non vi fa ritorno. Questa è una regola non scritta del locale. Il bar apre tutte le sere ad un orario imprecisato tra le 22 e le 24 e chiude alle prime luci del mattino.
L’aspetto è tutt’altro che invitante eppure chi entra ha la sensazione che ci sia qualcosa di magico. Penny, dal canto suo, si trova a suo agio ed è in grado di gestire ogni tipo di cliente, dall’ubriaco al pretendete, senza mai scomporsi.
Una sera come tante altre, una sera molto fredda , come non si era mai visto, nel locale entrano tutte insieme, sette persone assortite stranamente. Sono scese tutte dalla Star of Sea-Royal Cruise, una grande nave da crociera fermatasi lì.
Non è la solita clientela di passaggio, ma tra loro si trova gente raffinata tra cui una persona ben vestita e ben truccata, un’ asiatiaca, una giovane coppia ( forse in viaggio di nozze ), un uomo di mezz’ età con una fluente parrucca e pesantemente truccato ed un altro ragazzo ben vestito. Infine, a questa inusuale combriccola, si aggiunge un’altra coppia.
Tutti gli ospiti si mostrano molto stupiti del posto in cui sono, ma era l’unico che avevano trovato aperto.

Nessuno sapeva di essere sceso dalla stessa nave. Penny, dopo averli osservati, quasi divertita, si avvicina per prendere le ordinazioni e nel gruppo c’era chi non voleva bere, chi chiedeva qualcosa di cui il bar era sfornito. Come per magia, Penny riuscì a servire tutti, decidendo lei cosa portare etrovando per altro consenso in tutti.

Era la sua caratteristica, si metteva dietro il bancone, quasi non vista e preparava da bere.
Succedeva ogni tanto che per un tempo brevissimo spuntasse un ragazzo Lenny, aiutante di Penny, ma tanto era rapida la sua sparizione che faceva venire il dubbio di essere un abbaglio. Diversamente dai soliti frequentatori del bar, questi non solo sono rimasti più a lungo, ma si sono messi vicini. Qualcuno ha cominciato a raccontare la propria vita, dapprima la signora orientale, che ha avuto una vita non priva di efferatezze da stupire tutti, poi il novello sposo, che senza rendersi conto ha raccontato fatti della sua vita, che non aveva raccontato a nessuno, nemmeno alla moglie, 

 Nel frattempo Penny, continuava a portare da bere. Poi è stata la volta del signore con la parrucca, il cui racconto della sua particolare vita ha tenuto tutti incollati alle sedie.
L’autore nel raccontare la vita di questi personaggi, entra nei minimi particolari senza risparmiare il lettore di fatti e misfatti anche pesanti, riesce a tenere attaccati al romanzo per le svariate caratteriste, per niente scontate, delle loro esperienze di vita.
Il romanzo si legge volentieri, forse si perde un po’ nel finale, un finale che lascia in sospeso.

Anna Cavestri