Crudelia

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Sono molteplici le pellicole che cercano di spiegare la genesi del male. Per la Disney ad esempio Maleficent, per la Marvel c’è l’imbarazzo della scelta.

A prescindere comunque dal cattivo c’è sempre il non trascurabile dettaglio del raccordo con il suo futuro, noto e immutabile. Devo dire che il regista, Craig Gillespie, ha fatto un lavoro molto interessante, non era facile rendere plausibile e in qualche misura amabile un personaggio tanto spregevole, superficiale e spietato come Cruella de Vil.

Emma Stone è stata molto brava, l’ho adorata e in qualche misura il risentimento verso questo personaggio è venuto meno. Il problema tuttavia è questo, nella Cruella della Stone c’è una profondità, c’è del buono, vi è la visione di un sogno e molto impegno per realizzarlo.

Il voler far diventare questa Cruella il folle personaggio interpretato nel film la Carica dei 101 da Glenn Close è una forzatura, come lo è voler a tutti i costi creare connessioni con altri personaggi, a partire da Anita Darling (qui inspiegabilmente giornalista, ex compagna di scuola e di colore) a finire con il profondo rapporto di fratellanza con i famigerati scagnozzi.

Nei fatti tutto il film cerca di infilare personaggi ben strutturati, tra luci e ombre, in qualcosa di piatto e monocromatico. Non vi sono evidenze che questa Cruella possa nei fatti diventare quella che conosciamo a differenza della Baronessa, una degna Cruella alla Glenn Close, con uno spessore interiore ed emotivo nullo e un egocentrismo e un cinismo assoluto.

Persino il ruolo dei cani, che ovviamente sono centrali in questa storia, è simpatico e positivo. Cruella non odia gli animali poiché uno dei suoi migliori amici è proprio un cagnolino e persino i malvagi dalmata di questa pellicola si riscattano non dando al personaggio nessun vero motivo per odiarli.

Nel complesso un film che mi è piaciuto molto ma che a mio avviso tenderebbe a un sequel diverso.

Eleonora Panzeri

Cinepazzi