Cose da non fare in un’apocalisse zombi – Lezione 1

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Articolo semiserio su “The Walking Dead

Ciao a tutti, ho da poco finito di vedere la prima stagione di “The Walking Dead”, serie, come saprete più o meno tutti, ambientata durante una pandemia zombi, e devo dire che le mie aspettative non sono state deluse: si tratta di una serie TV ben congegnata, con attori veramente bravi e una trama accattivante. L’articolo di oggi prenderà però le mosse dagli avvenimenti mostrati nella prima stagione per sottolineare alcune azioni che io non avrei fatto, o comunque avrei fatto in un modo diverso.

Chiaro che la maggior parte di noi, il sottoscritto prima di tutti, non avrebbe l’addestramento militare o di sopravvivenza necessario per fronteggiare in maniera ottimale una crisi di questo tipo e, cosa forse più importante, non avrebbe dei nervi abbastanza allenati a sopportare il panico e lo stress, tuttavia possiamo immaginare dei piccoli stratagemmi che potrebbero evitarci diversi piccoli fastidi.

Ovviamente, visto che entreremo nel dettaglio e visto che non voglio che qualcuno di voi venga a trasformare me in un morto, vivente o meno, è dovuta la consueta ALLERTA SPOILER. Chi invece ha già visto la prima stagione può andare tranquillo perché, sottolineo, l’articolo in questione sarà concentrato solo su questa.

COSE DA NON FARE IN UN’APOCALISSE ZOMBI – LEZIONE 1

Dunque, ragazzi: i non morti stanno rapidamente avendo la meglio contro un’umanità sempre più ridotta all’osso e voi vi trovate da soli, oppure in compagnia di un gruppo molto limitato di persone. La vostra priorità consisterà nell’allontanarvi da centri abitati ormai devastati dalla piaga e di stabilire un campo o un rifugio sicuro in cui poter fare ritorno dopo una giornata passata alla ricerca di cibo, armi, soccorsi…

La vostra fuga dalla città avrà forse più speranza di successo se siete a bordo di un mezzo: proprio su questo verterà il nostro primo punto.

NON FARSI FREGARE LE CHIAVI DELLA MACCHINA

Ecco il nostro eroe che riesce finalmente ad allontanarsi dalla città a bordo di una macchina e con un borsone pieno di armi. Ad un certo punto scende dalla macchina per esplorare i dintorni di una casa abbandonata, ma quando ritorna scopre che qualcuno (non si sa bene chi) gli ha ciulato le chiavi.

A questo punto il nostro eroe può anche essere uno sceriffo cazzuto e palestrato, ma ci fa una figura tutt’altro che genuina. Bisogna tenere conto che, di fronte ad un cataclisma di tale portata, i morti viventi non sono l’unico nemico che potreste incontrare: potreste incontrare altri umani che non si farebbero troppi scrupoli ad ostacolare o aggredire membri della loro stessa specie; farsi rubare il mezzo o, in questo caso, le chiavi non è certamente un buon metodo di sopravvivenza.

NON INSEGUIRE ELICOTTERI A CAVALLO IN CITTÀ CONTAMINATE

Metodo altrettanto sconsigliato è sicuramente quello di entrare in un’area disabitata senza la minima cautela. Insomma, vi hanno appena fregato la macchina ma voi, con lo spirito del cowboy che vi ribolle in corpo, trovate un cavallo e lo domate. Ora sembra tutta una passeggiata da qui alla prossima città.

Raggiunta la cittadina ormai contaminata vedete un elicottero solcare il cielo. Immagino, così a intuito, che la vostra scelta sarà sicuramente più saggia di quella del protagonista il quale, con un colpo di talloni incita il cavallo al galoppo e… finisce dritto di fronte ad un’orda di zombi digiuni da settimane.

Forse al nostro protagonista un po’ poliziotto un po’ cowboy è sfuggito un dettaglio fondamentale: gli zombi stanno a terra, dunque se vuoi pararti le chiappe dal pericolo devi guardare a terra!

Gli elicotteri lasciateli a Rambo…

NON COSTRUIRE CAMPI “AD MINKIAM”

Questo è uno dei punti fondamentali della mia riflessione sulla piaga dei morti che camminano: avete raccolto a fatica il vostro piccolo gruppo di superstiti, e la vostra prossima priorità è cercare un riparo; cosa più ovvia sarà costruire un campo lontano dalla città contaminata. Mi sembra inutile dire che il campo deve essere costruito bene. Nella serie vediamo un gruppo di irriducibili sopravvissuti al cataclisma costruire un campo improvvisato; il problema è che detto campo mi è parso fin troppo improvvisato per i miei gusti.

Si deve considerare che gli zombi altro non sono che animali estremamente stupidi: da quello che i film e le serie tv ci mostrano, essi non obbediscono alle normali logiche e strategie proprie di specie viventi più evolute. Devo essere sincero: per quanto gli zombi possano farmi paura, temerei di più un’invasione di leoni o pantere.

Dunque per costruire un campo ben congegnato lascerei una certa distanza tra le roulotte, le baracche, le casse di materiale, etc: ciò per non precludersi nessuna via di fuga. Al tempo stesso, realizzerei a livello più esterno un basso fossato, profondo al massimo una cinquantina di centimetri. Gli zombi non sanno saltare, sanno a malapena arrampicarsi; e, cosa forse ancor più importante, sono praticamente incapaci di desistere dal proprio scopo e di elaborare piani alternativi: di sicuro inciamperebbero nell’avvallamento e ci metterebbero molto tempo per poter uscire mentre un umano dotato di comune agilità può semplicemente saltare dall’altra parte.

Non mi fermerei qui: ad un livello più interno costruirei una bassa staccionata in modo da poter fungere da secondo sbarramento. Potete mettere anche una coda tesa per quel che mi riguarda, tanto state pur sicuri che i nostri cadaveri ambulanti vi inciamperanno, basta che non inciampiate anche voi però!

NON COSTRUIRE CAMPI “AD MINKIAM” VICINO AD UN BOSCO

I nostri amici irriducibili, armati di uno spirito dell’avventura degno della banda di Scooby-Doo, sono appena riusciti ad allontanarsi dalla città e hanno costruito un bellissimo campo a prova di zombi… vicino ad un bosco.

Ok raga, va bene che nessuno è un genio, ma avete fatto tutto quel casino a scappare dalla città che, per ostacoli rappresentati da edifici e veicoli e per barriere architettoniche rappresenta una sorta di foresta, e vi siete piazzati vicino ad una foresta vera! Cioè, credete di essere in “Age of Empires” dove nessuno può attraversare i boschi?

I boschi, in definitiva, sono una risorsa ma rappresentano anche un grande ostacolo alla vista; quindi non trovo del tutto insensato avere un bosco a portata di mano, ciò che trovo insensato è costruire il campo proprio attaccato al bosco: un’intera orda di non morti può attraversarlo ed essere in prossimità del tuo campo prima che tu te ne renda conto. Piazzarlo un po’ più in là non avrebbe guastato.

NON SUONARE IL CLACSON NEL CAMPO “AD MINKIAM”

Qui urge specificare che l’ “ad minkiam” può essere riferito sia al campo che all’uso poco opportuno del clacson. Il valoroso poliziotto-cowboy, insieme ad un ristretto pugno di compari si reca in missione fuori dal campo. Si è sempre detto che gli spari e i rumori forti attirano gli zombi, ed il cinese esploratore del gruppo quando deve chiamare il protagonista che si sta attardando a parlare con la mogliettina che cosa fa? Richiama la sua attenzione suonando il clacson… qui non c’è molto da dire, se non che in un contesto simile i clacson andavano aboliti.

NON LASCIARE SGUARNITO IL CAMPO “AD MINKIAM” (SOPRATTUTTO DI NOTTE)

A difendere il campo è un energico vecchietto armato di fucile (non mi ricordo il suo nome, ma è uno dei personaggi più simpatici della prima serie). Di giorno se ne sta tutto il tempo sulla cima di un camper, stando attento che non si avvicinino zombi. Il gruppo dei superstiti è composto da una dozzina di persone o poco più, tuttavia sarebbe stato meglio nell’assegnazione dei ruoli fare in modo che almeno due o tre uomini (non è sessismo, ma si sa che gli uomini non sanno cucinare, lavare, stirare…) fossero costantemente armati a sorvegliare il campo: ciò avrebbe consentito una difesa su tutti i lati.

Ciliegina sulla torta: ci viene detto all’inizio della serie che gli zombi sono più attivi durante la notte; e l’energico pensionato che fa durante la notte? Se ne sta accanto al fuoco insieme a tutti gli altri! Roba da avere tutti gli uomini, le donne e i bambini armati (ok forse i bambini è meglio di no)!

Infatti, verso la fine della serie indovinate un po’ in che momento avviene l’attacco zombi finale al campo?

NON LASCIARE LIBERO UNO CHE È STATO MORSO

Uno dei ragazzi nel corso dell’attacco finale zombi è stato morso; lo sapevamo: prima o poi doveva succedere. La cosa che suscita perplessità è il motivo per cui l’individuo, ormai infetto, venga lasciato libero. Per carità, non dico che si dovesse passare alla soluzione estrema, giusto che gli si offrano cure e solidarietà. Ma perché lasciarlo libero in attesa che si trasformi definitivamente e che aggredisca qualche membro sano del gruppo? Almeno ammanettarlo.

Signori, il nostro corso di sopravvivenza nel mondo degli zombi per ora termina qui. Spero di avere tante altre belle osservazioni alla fine della seconda serie in modo da poter realizzare un’altra lezione!