Cosa pensano i lettori di ” Pensieri sparsi di un pendolare assonnato”

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M.D.Timpani

Sono molto contenta di poter sfogliare,in questi lunghi pomeriggi piovosi,un libro che è molto più che un semplice libro. E’ una raccolta di emozioni,una più profonda dell’altra. E’ un libro che consiglio vivamente a chi sa leggere oltre le parole,a chi si nutre di poesia fino a sentirla sulla pelle,a chi sa dare valore ai sentimenti e a chi si lascia trasportare dall’eterna bellezza dell’anima.

Sandra Iai

Della Vita, dell’Anima, dell’Amore, della Rivoluzione.Un libro che non risponde a domande, ma ne fa nascere in chi lo abita, in chi vi entra con il cuore pulito.Perché il Poeta sa quanto le domande siano necessarie più delle risposte.Perché il Poeta sa quanto sia necessaria la Rivoluzione, una rivoluzione dell’anima, una rivoluzione dei modi di pensare che opprimono tutti coloro che vorrebbero un mondo vero, non più schiavo delle convenzioni.Il tutto immerso in un’atmosfera nebbiosa dove i contorni sono sfumati, dove tutte le cose vengono ricreate dal nulla, a immagine e somiglianza di occhi scontenti, di occhi bisognosi di un mondo parallelo.E infine della Morte, che toglie il rumore alle parole, quelle parole afone che creano emozioni, perché “all’emozione le parole non servono, lei abita il silenzio”.Perché “mai fummo così tanto soli come da quando dimenticammo noi stessi”.E non potremmo più, dopo questo libro, dormire da svegli.

F.Morando

Leggere le parole di Gianluca fa bene all’anima. Permette di interrogarsi, parlare con gli angoli più oscuri di noi ed incorniciare anche i momenti di più estrema dolcezza. Schiaffo e carezza nello stesso momento, la poesia di Gianluca stimola a coltivare l’amore, la rabbia salvifica, il ricordo, il pensiero, il riscatto, insomma, la Vita.

Riccardo Peretti

Seguo con interesse la pagina di Gianluca dove spesso trovo racconti, poesie e pensieri veramente profondi- Ho letto anche il suo primo libretto “pensieri sparsi…” e l’ho trovato degno di nota. Certo non è una lettura leggera e riposante, proprio per la profondità di certi pensieri… e quello che più mi ha colpito nelle sue poesie sono certe sue righe, sparse qua e là, in cui sono esposti pensieri che aprono squarci di verso mondi che ti accorgi essere pressoché sconosciuti… E’ bello poi che il campo del pensiero e della poesia venga percorso e coltivato ancora da gente giovane, tramite i quali ci auguriamo possa esserci un futuro, e migliore.

Luigi Costantino

Una scrittura coinvolgente, emotiva, empatica.

“Se soffrite del mal di non esser voi stessi,sappiate che ad oggi per voi c’è una cura.”

E la cura è leggere questi pensieri-poesie che ci riportano dentro noi stessi, dentro un’esistenza che ci calzi meglio addosso, come il miglior vestito.Questo libro è fatto di contrasti, di caffè bevuti fino all’ultima goccia, di vita vissuta fino all’ultimo istante.Questo libro fa venir voglia di cambiare forma al mondo, di scrivere ancora lettere, di afferrare brandelli di emozioni, e farne scorta.Gianluca Sonnessa ci invita a non rassegnarci mai a sopravvivere, il comandamento è vivere.Basta avere lo sguardo giusto, i battiti giusti.E allora sì, persino l’odio non è davvero odio.Perchè l’odio, come dice Sonnessa, “è solo amore non corrisposto”.Lasciatevi trasportare.Diventate anche voi pendolari.Mettetevi comodi.E leggetelo.

Vitaliano Alessio Stefanoni, Presidente del Consiglio di Biblioteca di Lanzo Torinese

Un libro emozionante capace di parlare direttamente al cuore facendo breccia nella corteccia – più o meno fitta – che ci protegge dagli urti della vita. Con i suoi versi, a volte delicati, a volte rudi, Gianluca arriva dritto obbligandoci a leggere tutto d’un fiato il suo pensiero e a riflettere sulla vita e sulle sue asperita’. Un libro particolarmente consigliato ai giovani e a tutti coloro che non hanno mai smesso di sognare e di immaginare un mondo migliore.

Roberto Inzitari

Ci sono persone che dicono “Io ci metto la faccia!”

Tante volte sentiamo questa affermazione puntuta di orgoglio, che segue o precede un azione, un espressione.
E ci sono persone che, senza farsi precedere da affermazioni del genere e, magari dietro una provvisoria maschera teatrale di cartapesta, ci mettono l’Anima.
Malforte, “de’ fogli l’untore”, lo abbiamo conosciuto con la maschera di cartapesta sul viso e, attraverso i suoi scritti, con la faccia dell’Anima a nudo.
Una maschera atta non tanto a nascondere un viso,
ma piuttosto a dare risalto ai concetti e allo sguardo espressi;
atta a catalizzare l’attenzione sulla “Luna” e non su colui che la indica.
Uno sguardo nitido e vero, dunque a volte giustamente impietoso, e compassionevole allo stesso tempo, sulla realtà nella quale ci muoviamo quotidianamente, così come nell’introspezione dei sentimenti e delle emozioni per potergli dare una voce autentica, senza maschere.
Come senza maschere è Gianluca Sonnessa, in arte Malforte.
Grazie per i tuoi
“Pensieri sparsi di un pendolare assonnato”,
sempre nuovi ad ogni rilettura, così com’è proprio della poesia

Dante e Lory

Leggendo Pensieri Sparsi di un Pendolare Assonnato non sai cosa ti riserva la pagina che stai per scorrere. Non sai dove è stato Gianluca con i suoi occhiali per vedere l’invisibile e che cosa ha guardato e descritto. Ma il foglio che racchiude la sua opera esplode e ti lancia addosso gli scampoli della narrazione poetica stessa come se fossero frammenti che ti appartengono; così ti intercetta con forza. Abbiamo letto le pagine del libro ad alta voce, in due. E non ci siamo arricchiti di sole immagini suggestive, ma abbiamo vissuto la sua stessa esperienza, o almeno così ci è parso. Dalle sue parole ti puoi sentire carezzato, amato, consolato, indignato o scosso come se avessi ricevuto un pugno in pieno petto. Gianluca ti porta a sperimentare alti voli leggeri in cieli limpidi oppure cadute rovinose nelle ferite infette dell’animo umano. Consigliato a intrepidi viaggiatori.

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Gianluca Sonnessa
Stupefatto vi ho osservato mentre uscivate da tele intrise d'astrazione. Ho mangiato dalle vostre anime, che colando giù dai fogli poggiavano su terre aride ed assetate di parole le loro poesie. Ho seguito con lo sguardo il vostro graffiar la creta, impegnati com' eravate nel donare la libertà a quell'animo intrappolato in una scultura, che ancora non esisteva. Ho prestato a quel sogno i miei timpani, soffocati dai clacson e dalle sirene, per riaverli leggeri e soffiati da note di corde pizzicate e chitarre distorte. Ho velato questi occhi col più gioioso dei pianti, perché sono stato testimone di come avete saputo porgere ad un mondo addormentato il cuore pulsante della creatività, che anco batte protetto da cento, mille, un milione di sterni. Son vostre le costole fatte di penne e pennelli, di legna e pannelli ,di lettere, segni e strumenti. Ed oggi Vi chiedo di unirvi. Non più sotto bandiere o striscioni e restando lontani da fari o gelatine. Vestite soltanto la caleindoscopica luce che guida una mano libera. Rompete il silenzio , fatelo Ora, coscienti d' essere i fortunati cantori dell'arte e mai suoi padroni. Io protetto da questo mantello che fa da sipario e che mi copre le spalle e l'età, sarò al vostro fianco. Guardate la mia maschera e rivedrete i vostri quadri, leggete le righe che ne descrivono i tratti e riscoprirete emozioni nascoste fra le pagine dei vostri racconti. Cercate i miei occhi, protetti dalla nera quiete della curiosità e ritroverete i vostri, assetati di note su pentagrammi. Questa nostra guerra con le penne in pugno, l'unica che non lascia alle spalle morti, portatela all'attenzione dell'umanità. Con ogni mezzo. Per ricordarle che dell'arte, dopo la natura, rimarrà l'unica depositaria.