Coronavirus, tra l’influenza e l’apocalisse

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In questi giorni una parola è ovunque: Coronavirus, l’incubo di bisestile anno, il terrore di molti, la preoccupazione di altri, la calma esagerata di altri.

Dove sta il giusto? Da nessuna parte, probabilmente, la sensibilità individuale e la diversità è il bello del genere umano. Qualche riflessione è però doveroso farla, e farla da profani, da cittadini comuni con pochi principi di medicina. Perché l’argomento al momento è inevitabile.

I social, come sempre, evidenziano i conflitti tra mani che battono le tastiere dietro lo schermo e sfogano le proprie paure e frustrazioni, oppure ostentano le proprie superomistiche sicurezze altrettanto prive di senso.

In queste situazioni si legge di tutto, tante, tantissime stronzate o fake news, come piace dire, qualche post o notizia qua e là sembra un po’ meno emotiva e più utile e ragionata.

Dal mio punto di vista le prime news da evidenziare in rosso sono quelle legate a presunti complotti o premonizioni. Stronzate che attecchiscono nel panico di molti. Poi le notizie gonfiate, enfatizzate, esagerate ad hoc per creare panico.

A volte risulta complicato anche capire fino a che punto certe notizie siano vere e quanto siano “storpiate”. Niente di più deleterio. Caos inutile.

Infine gli scettici ad ogni costo, quelli che “non è niente, poco più che una banale influenza”, altra deformazione, perché è palese che non può essere e non è una banale influenza, ma un virus potenzialmente letale, ancora non si capisce se solo su soggetti debilitati o meno, né come esso si propaghi realmente, né come si possa curare.

Infine la cosa forse più subdola, ma presente, le speculazioni a fini commerciali, ne ho già vista più di una, tipo post sponsorizzati di integratori anti virus o altre fesserie simili.

Cosa fare di fronte ad un bombardamento mediatico fuori controllo? Provare a ragionare con il proprio cervello facendo un bel respiro, mantenendo la calma.

Non siamo, al momento, alla vigilia dell’apocalisse, occorre informarsi, provare a capire per proteggere se stessi e i propri cari se ce ne fosse bisogno, ma farlo confrontando più fonti e usando il proprio cervello.

Credo sia l’unico modo per evitare di farsi trascinare in atteggiamenti sbagliati ed esagerati in un senso o nell’altro.

Forse, me lo auguro, tra un anno rileggeremo questo testo e ci faremo due risate, o forse no, non rideremo. Ma in ogni caso dar di matto o fare finta di nulla credo serva a poco, quindi calma e sangue freddo, quello caldo usatelo per altro…

Buona notte

L.D.