Confessione

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Confessione

Signore, quante albe sono tramontate
dietro lune che non valevano un ricordo.
Quanti spazi, vuoti come il deserto, ho
riempito di sogni e scritture mai finite.

Quante volte Ti ho parlato,
insultandoTi, gridando forte, quando la
notte pendeva sul cuore come un’ombra
sinistra, capace di colpire.
Non ho mai avuto nessuna risposta, tranne   un corteo di lacrime dove il sonno prendeva
dimora.

Quante volte, Signore, avrei voluto togliermi
la vita, afferrare un coltello, piazzarlo sul cuore e aspettare che il sangue scendesse
lento sul pavimento sino all’ultima goccia.
Quante volte, Signore, con le unghie ho raschiato i muri nella speranza di veder spuntare un fiore. Una rondine amica e con essa prendere il volo per sparire nell’infinito.

Signore, lo sai che non sono capace di mentire e un po’ di agnosticismo lo tengo dentro. Non sono una falsa beghina. Una incantatrice di Rosari. Prego, qualche volta, ma la Fede è poca. Quando verrà quel giorno,
ricordaTi, di riconoscermi per quella che sono, senza pretendere di cambiarmi in una Santa!

Confessione

Maria Rosa Oneto