Con la mia chitarra

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Con la mia chitarra

La brezza di scirocco dal mare
Carezza le spalle del bambino
Che guarda la luna bianca, incantata
nella notte affollata di voci, d’estate.

Sulla terrazza della mia cameretta,
col binocolo del babbo, frugo
quell’astro quasi immobile.
Sento la mia voce, nell’aria che ascolto.

Mezz’ora, un’ora, un tempo che non so
la mamma chiama sollecita al riposo.
Lascio a malincuore quel luogo magico,
domani c’è scuola e devo fare la nanna.

Tu dal quadro sopra il letto, segui i miei passi.
L’ultimo sguardo è per te o mio Gesù,
con la preghiera bambina prima di sognare,
poi un bacio veloce, dalle mie dita al tuo volto.

Tu mi guardi e sorrido d’incanto.
ti ho conosciuto così, da sempre.
Ti ho scoperto nei miei giochi spensierati,
ho cantato per te con la mia chitarra.

Poi ho conosciuto altra gente,
giocando ho scoperto altre cose.
Con la mia chitarra allegra,
ho inseguito i sogni, poi perduti.

A vent’anni, il tuo viso è sbiadito,
scomparso dai miei lenti giorni.
Ma ho continuando a giocare
senza più scoprire niente di Te

La mia chitarra è diventata muta,
i giorni si trascinano stanchi.
Improvvisa arriva lei così giovane,
prorompente di vita, nella mia vita.

La mia chitarra riprende il canto,
continuo a giocare inconsapevole
che tu ancora guardi quel bambino,
che parlava con te tutte le sere.

Lei diventa per me la vita
e giocando procedo senza capire.
Con occhi nuovi percepisco
l’orizzonte di terra e mare.

Ora sono un aquilone bianco,
il mio filo in mano al mondo
ali, le corde della mia chitarra
che ricanta il canto del fanciullo

La mia chitarra vibra di passione
per la sua giovane voglia d’amare
Il suo grande cuore che non capisco
ma scalda il mio infreddolito,

Della vita, quasi, subisco il corso
quotidianamente uguale,
appena scosso da tragedie
lontane dai miei pensieri imbelli.

Intanto Tu amore mio, dal quadro
aspetti che ti chiami alla mia vita
contraddittoria, che ritenevo inutile.
Giocavo per sopravvivere.

Ringrazio per tutti i miei santi,
per mio padre e mia madre
perché ho vissuto senza troppo soffrire,
giocando ogni giorno per non morire.

Ora, la mia chitarra è muta.
Il ritmo di ogni giorno impera,
la nebbia è impalpabile, nera.
Diventa sera la mia vita.

Senza grossi problemi snocciolo i giorni
Di qua e di là mi trovo a camminare
Dove andare non so più
Eppur mi sento ancora di giocare.

Nello Farris