Come lavare la frutta dai pesticidi

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Frutta, verdura, erbe fanno sostanzialmente bene alla salute, ormai è risaputo e ribadito da medici e specialisti vari del benessere, l’opinione è pressoché unanime. E allora giusto mangiarne in quantità, ma ci sono insidie anche qui.

Inquinamento e uso di pesticidi in agricoltura, hanno minato anche questa categoria di alimenti

La dicitura bio è ormai inflazionata, così come km0 o altre parole o frasi ad effetto. Ci sono certo, per fortuna, punti vendita biologici validi o a km 0, ma probabilmente sono molti meno di quelli che dicono di esserlo.

Meglio allora attuare piccoli accorgimenti quando si consumano frutta e verdura. Innanzitutto, non sempre sciacquare sotto acqua corrente frutta e verdura porta risultati validi nell’eliminare pesticidi e funghicidi.

Questi prodotti sono chimicamente testati per attaccarsi alla frutta o alla verdura anche quando c’è maltempo o ci sono acquazzoni importanti, perché dovrebbero cedere alla prima veloce sciacquata? Anche se mi rendo conto che la cosa sia un pò pesante, frutta e verdura si potrebbero lavare in acqua, strofinare con uno straccio, oppure immergerle in una soluzione detergente a base di aceto, sale o bicarbonato, ma quale è il modo migliore?.

Leggendo qua e là sul web e documentandomi, scopro che lavare frutta e verdura sotto l’acqua corrente è utile solo a ridurre la quantità di pesticidi, ma non ad eliminarli.

Tra l’altro uno studio recente del Connecticut Agricultural Experiment Station ha scoperto che quando i prodotti vengono lavati sotto l’acqua corrente, nove pesticidi, su dodici esaminati riportano un contenuto ridotto di antiparassitari residui.

La cosa interessante dello studio però è che esaminando i 196 campioni di lattuga, fragole e pomodori, è risultato molto più efficace strofinare la frutta che non sciacquarla. Quindi strofinare è senz’altro utile.

C’è poi un altro metodo molto in uso: il lavaggio con sale o aceto. Qui ci ha pensato il Food Control ad effettuate uno studio, immergendo le verdure in aceto per 20 minuti circa e poi, con lo stesso esperimento, in una soluzione di acqua e sale, per rimuovere alcuni pesticidi come clorpirifos, DDT, cipermetrina e pesticidi clorurati.

Entrambi i metodi hanno avuto successo. L’aceto ha eliminato efficacemente i pesticidi, lasciando però un retrogusto acetato. La soluzione salina ha dato anch’essa i risultati sperati.

La soluzione migliore in assoluto però,sembra essere il solito vecchio bicarbonato. Sempre in Usa, questa  volta all’università del Massachussets, alcuni scienziati, guidati dallo studioso Lili He,  hanno cosparso alcune mele di tiabendazolo, un fungicida, e di Fosmet, un insetticida, entrambi usati diffusamente nell’industria agricola. Poi le hanno lavate in acqua, in una soluzione salina e infine in una soluzione di acqua e bicarbonato.

Il risultato è stato chiaro, la soluzione di bicarbonato ha rimosso, in due minuti,  più pesticidi rispetto alla soluzione salina, o ai lavaggi con acqua corrente. Tuttavia  ci sono voluti circa 15 minuti nel bicarbonato per eliminare del tutto i pesticidi. Un risultato che rende l’idea di quanto questi composti siamo resistenti.

In pratica la miglior tecnica risulta quella di immergere un cucchiaio di bicarbonato in due tazze d’acqua e lasciare poi il frutto o la verdura in immersione per 15 minuti.

Questo purtroppo potrebbe anche non bastare, poiché l’industria agroalimentare utilizza molte altre sostanze chimiche alcune delle quali penetrano nella buccia. Quindi l’unico modo per essere sicuri che i prodotti non abbiano pesticidi è sbucciarli, perdendo alcune fibre e nutrienti, oppure mangiare biologico.

Inoltre il metodo bicarbonato non è applicabile a tutta la frutta e verdura.  I lamponi e le more ad esempio, non possono essere immersi, ma lavati con acqua potabile, altrimenti rammoliscono e marciscono. Lo stesso vale per i funghi coltivati, meglio acqua e poi strofinaccio.

Insomma, ci vuole un po’ di pazienza, ma il mondo in cui viviano è questo e se teniamo alla nostra salute, meglio qualche precauzione in più.

 
D.L.
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