Cisternino

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Loscrivodame e @Ladolcevitaly si recano oggi in Puglia, per la precisione a Cisternino.

Questo paese si affaccia sulla valle d’Itria nella Murgia dei Trulli. La valle è a sud ovest ed è una zona ricca di trulli, architettura tipica di quest’area.

Il territorio di Cisternino e abitato da migliaia di anni, fin dal paleolitico medio-superiore, da popolazioni provenienti sia dal nord della penisola sia dall’area siculo-africana. Questi gruppi lasciarono sui colli della zona numerose tracce della loro vita, dedita alla caccia e alla raccolta di frutti e tuberi.

Nella zona di monte Specchia, sui colli di Restano e sulle incolte balze di Serra Amara, non è raro imbattersi in utensili preistorici d’ogni genere.

Queste comunità umane andarono sempre più crescendo fino a raggiungere un numero considerevole di insediamenti nell’età del bronzo. Maselli, Ibernia piccola, Carperi, monte d’Alessio, monte le Fergole e Figazzano, sono solo alcune aree ed hanno un’importanza non indifferente per la comprensione della preistoria in quest’area.

Il nome Cisternino sembra derivare dall’eroe Sturnoi, compagno di Diomede che dopo la Guerra di Troia avrebbe fondato una città  in quest’area, poi occupata dai Romani, fu chiamata Sturninum, oggi Ostuni.

“Cis-Sturninum” significa “al di qua di Sturni”.

Come il resto d’Italia subì saccheggi e distruzioni dopo la caduta dell’Impero. Cisternino sarebbe stata saccheggiata dai Goti per poi cadere in rovina.

Se Cisternino è rinata, sembra lo si debba ai monaci basiliani. A rafforzare questa tesi la scoperta al di sotto della chiesa romanica di San Nicola, dei resti di un piccolo tempio cristiano risalente al periodo attorno all’anno 1000. Nel 1180 Papa Alessandro III assegnava questa chiesa e il Casale di Cisternino al Vescovo di Monopoli.

Cisternino offre tanto a chi ama l’architettura storica. Il centro storico è un esempio di architettura spontanea. Qui si possono trovare palazzi storici come quello del Governatore, quello Vescovile, palazzo Lagravinese, palazzo Amati, torre Capece, palazzo Devitofranceschi.

Un’altra testimonianza architettonica è quella della Torre Normanno-Sveva o di Porta Grande. Di epoca medievale è alta 17 metri ed era l’ingresso principale della città. In cima è posizionata una statua di San Nicola di Bari. Molto interessanti le masserie, abitazioni rurali tipiche della zona tra cui ad esempio Masseria Montereale, Villa Cenci, Masseria Devitofranceschi, Masseria Costa e altre ancora.

Le architetture religiose sono la Chiesa madre di San Nicola, del XIV secolo ma le cui fondamenta sono paleocristiane, dei monaci basiliani. Al suo interno la chiesa si presenta a tre navate divise da colonne con capitelli corinzi, e un ampio transetto. Poi due opere in pietra viva del XVI secolo di Stefano da Pitignano (un piccolo tabernacolo e una Madonna col Bambino, la Madonna del Cardellino). Importante anche il Santuario della Madonna d’Ibernia, legato alla leggenda che vede nella Vergine colei che ha indicato il luogo di edificazione. Attorno ceramiche e reperti di ogni genere risalenti al Medioevo e al periodo romano oltre che capitelli e tombe del periodo bizantino.

” Cisternino is located in Apulia region in Southern Italy.
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It sits in a historic zone of Itria Valley, known for its prehistoric conical, dry stone houses called trulli – which are preserved under UNESCO safeguards due to their cultural significance – dry stone walls, and its fertile soil which makes it the home of the Salento wine and oil region.
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On top of its beautiful ancient centre, Cisternino is also know for its typical traditional food.

Inserito nella lista dei più bei borghi d’Italia, il centro storico di Cisternino è tutto bianco, ricco di vicoli, archi, scale, balconi spesso fioriti. Architettura spontanea che si affaccia sulla Valle d’Itria. Ciò lo rende incantevole ed unico. La tipicità e la spontaneità delle costruzioni donano fascino ad un borgo di insolita bellezza.

Folklore

Il folklore non manca di certo a Cisternino. Molto sentita è la Pasquetta o Pasquarèdde nel dialetto locale che si svolge nel Santuario della Madonna d’Ibernia dove ci si reca con dei dolci tipici (a forma di borsetta con due uova sode per i bambini, con uno a forma di bambola con un uovo sodo per le bambine), chiamato “u churrüchele”, esso porterebbe prosperità e fecondità. Ciò non è un caso essendo la Madonna d’Ibernia, la Madonna della vita, della fertilità.

La festa dei santi patroni della città di Cisternino, Quirico e Giulitta è forse la più importante. Tale manifestazione cittadina rispetta tutte le più importanti tradizioni locali come decorazioni luminose, eventi religiosi, concerti bandistici ed infine fuochi pirotecnici. Nota come “la festa di San Quirico” cadendo sempre nella prima settimana di Agosto, rappresenta per la popolazione locale e turistica la conclusione del periodo estivo.

Di importanza invece più prettamente locale sono le consuete e più moderne edizioni del Festival Pietre che Cantano, del “Festival Internazionale Bande Musicali Valle d’Itria”, del Festival Suoni Sacri e dal Pianeta, dell’Alterfesta.

Poi ci sono le sagre più rinomate, che si svolgono tra Cisternino e le sue frazioni. Sono spesso di origine culinaria, come la sagra delle orecchiette e quella del coniglio, che si svolgono nel mese di agosto, e la sagra dell’uva, che si tiene a settembre.

Un paese da visitare senza alcun dubbio…FEDE.