Ci risiamo, Bruxelles

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A distanza di pochi mesi dal terrore parigino, un altro attacco terroristico sembra aver causato almeno 11 vittime innocenti e svariati feriti all’aeroporto di Bruxelles. Persino un blog come il nostro dedito solitamente a creatività, arte, scrittura o articoli su temi specifici è costretto a parlarne. Lo facciamo si per le vittime, ma forse è la situazione generale che sta sfuggendo di mano. Ogni giorno muoiono centinaia di migranti in mare, governi agiscono autonomamente su stati dilaniati da conflitti interni senza neanche interpellare l’Onu (esiste ancora?), trasmissioni seguite fanno vedere la cartina della Libia divisa in 3 con le bandierine di Italia, Uk e Francia manco fossimo nell’800 all’epoca del colonialismo, l’Isis viene finanziata da governi complici che devono smerciare armi in eccesso o per eliminare una fazione scomoda e potrei andare avanti per pagine e pagine di contraddizioni e assurdità in un circo del paradosso e dell’inettitudine che va sempre a discapito di chi non centra nulla, dal siriano affogato in mare, all’americano o belga morto all’aeroporto al parigino a teatro ucciso, al bambino curdo siriano o libico. Dunque mesi di caccia all’uomo non hanno portato a nulla se nell’aeroporto della “capitale” europea ad un desk dell’American Airlines ci si può permettere di far saltare due ordigni senza che nessuno se ne accorga. E attenzione, è successo li ma sarebbe potuto succedere, a New York, Roma, Damasco, Seul..Odio genera odio, quindi arroccarsi su posizioni estreme non porta a nulla, ma un  pò di fermezza ci vorrebbe eccome, non si tratta di avercela col musulmano o altro, ma ne va della sicurezza di tutti. Se alcuni uomini vestiti di verde da un giorno all’altro mettessero bombe a destra e a manca, cosa faremmo? bandiremmo il verde? non di certo, è un colore come gli altri, ma senz’altro una controllata seria al signore con la maglia verde la daremmo durante i suoi spostamenti e lui se vuol vestirsi di verde dovrebbe capirlo. Non si può fare altro? si può si può la CULTURA e l’ISTRUZIONE, tanto bistrattate sono l’unica soluzione, non ce ne sono altre, datemi pure del demagogo, ma in realtà ciò che sto dicendo è fuori moda. Basterebbero un millesimo dei soldi spesi in armi e altre fesserie per aiutare le popolazioni in difficoltà a far studiare i propri figli, ad allontanarli da ideologie assurde e senza senso, a fargli conoscere l’arte, l’ingegneria, la storia, le scienze, le tradizioni sane,la matematica, l’economia, i mestieri antichi di ogni popolo. E invece no, siamo sempre qui alle guerre di religione, ai battibecchi da quattro soldi. Serve una visione globale del problema, le nostre menti devono adeguarsi al mondo attuale fatto di internet, scambi e comunicazioni globali. Se si capisse questo forse saremmo un pezzo avanti. Ma la vedo molto dura perché non interessa a nessuno.