Chianalea

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Loscrivodame e @Ladolcevitaly si trovano oggi immersi nella storia e nel mito. In Calabria.

Il paese di Scilla è presente fin dalla storia antica. È composto da quartieri e frazioni come Chianalea, il borgo di pescatori di cui ci occupiamo.

Hianalea (a Chjanalèa) o Piana delle Galee, il nome di un’antica imbarcazione, ma anche sinonimo arcaico di pesce spada.

Di fatto si tratta di una fascia costiera sul versante settentrionale della scogliera che ospita il Castello.

La scogliera la divide da Marina Grande. L’area di Chianalea non ha che pochi metri di spiaggia, per il resto sono rocce e scogli che rendono difficile la balneazione. Non è quindi a vocazione prettamente balneare questa zona. Ciò che non manca è la storia e il paesaggio unico che lo rendono uno dei borghi più belli d’Italia.

L’elemento piacevole della zona è il grande numero di case costruite a ridosso del mare, tanto che in molti l’hanno nominata “piccola Venezia del Sud”.

Le origini di questo borgo sono antichissime. Qui si confonde la storia con la mitologia. Le poetiche antiche fanno il resto alimentando millenni di immagini e suggestioni.

Scilla in greco antico era chiamato Skylla o Skyllaion. In latino Scylla che indica scoglio. Poi c’è la mitologia con la ninfa marina Scilla che Circe trasformò per gelosia in una creatura mostruosa mentre faceva il bagno a Zancle (Messina). Come riportato nell’Odissea e nelle Metamorfosi alla ninfa comparirono sei teste di cane con code di serpente.

Testi antichi di Strabone e Polibio fanno risalire le origini di Scilla ai tempi della guerra di Troia. In realtà sembra che furono le popolazioni liguri e iberica a scendere lungo il Mar Tirreno diretti verso sud. Erano popolazioni dedite alla pesca e trovarono nelle scogliere circostanti la rupe di Scilla un area ideale per la loro attività.

Chianalea resta tutt’oggi il quartiere dei pescatori. Sopra Chianalea sorge il Castello Ruffo di Scilla o Ruffo di Calabria. Si tratta di un’antica fortificazione sul promontorio scillèo che sporge nello stretto di Messina.

Il castello è uno degli elementi più caratteristici e tipici del paesaggio dello Stretto. La sua vista spicca da parecchi chilometri e ospita pure uno dei fari della Marina Militare: Il faro di Scilla.
La rupe è sede di fortificazione da sempre, sin dal V secolo a.C. durante la tirannide di Anassila di Reggio. Fece costruire la fortificazione per controllare le rotte e combattere la pirateria.

L’opera di fortificazione dell’alto scoglio fu portata a termine dai successivi tiranni reggini, spesso impegnati in scontri con i pirati, combattuti avvalendosi del porto fortificato appositamente costruito nella zona circostante, verso Punta Pacì, in un luogo inaccessibile dal lato opposto allo scoglio.

Baluardo difficilmente espugnabile, dotata di approdo, la fortificazione di Scilla fu di fondamentale importanza agli effetti del felice esito della guerra contro la pirateria, consentendo ai tiranni di Reggio di opporre per lungo tempo una valida resistenza contro gli attacchi di nuovi nemici e contro i continui tentativi di rivalsa dei Tirreni sconfitti.

Il dominio di Reggio cadde nel 390 a.C. grazie a Dionisio di Siracusa che assoggettò Scilla dopo un lungo assedio.

Restò sotto Siracusa per cinquant’anni, periodo in cui i Tirreni riuscirono ad entrare nella tanto agognata rocca. Poi tornò in mano a Reggio e fu nuovamente fortezza inespugnabile anche in epoca romana.

Ottaviano si accorse dell’importanza strategica della rocca e la fece rafforzare ulteriormente. Nei secoli la vocazione difensiva di Scilla venne sfruttata nell’ordine anche dai Normanni di Roberto il Guiscardo, Manfredi, Carlo I D’Angio, Re Ferdinando I di Napoli finchè nel 1533 fini’ nelle mani di Paolo Ruffo che nel 1578 diede via alla restaurazione dopo aver ottenuto il titolo di principe. Il sisma del 1783 e quello del 1908 crearono gravi danni che uniti all’incuria portarono ad una decadenza fino alla recente riqualificazione come luogo dedito ad attività culturali.

Visitarlo significa anche ammirare tramonti e serate indimenticabili con un panorama che arriva fino alle Isole Eolie.

Chianalea is the old fishing village of Scilla, located at the foot of the rock where stands the Ruffo’s Castle.

The village, whose origins are lost between myth and legend, is distinguished by its characteristic conformation, with its narrow streets passable only by foot and the houses built really close to the sea.

The cramped houses here are built right against the sea, with waves washing up to their walls and with little fishing boats drawn up on tiny slipways.

For these special features Chianalea was nicknamed the Venice of South and ranked among the most beautiful towns in Italy.

Chianalea o La Chianalea di Scilla è il borgo marinaro più a settentrione di Scilla.

E’ un antico e suggestivo borgo marinaro dove il mare da sempre arriva fino alle case dei pescatori raggiungendole, da qui il nome di “Piccola Venezia”. Le case antiche sono divise da vie strette vie che scendono fino al mare. Le barche da pesca sono spesso sull’uscio di casa.

Un borgo assolutamente da consigliare, visitarlo significa perdersi nei colori e nei profumi dei cibi dei ristoranti pittoreschi e tradizionali. A questo va aggiunto il fascino della storia e del mito che accompagnano questo borgo.

La via principale è pedonale e ha inizio dal porto e segue parallelamente la costa. Tra le case spunta il mare, regalando scorci suggestivi. Su questa strada si trovano gli ingressi delle antiche abitazioni, oggi in gran parte ristrutturate e ben tenute. Molti proprietari hanno trasformato le case in Bed and Breakfast e ristoranti caratteristici.

Tutte queste componenti rendono Chianalea e Scilla tra le mete più ambite della zona, visitata da turisti e artisti affascinati dalla storia e dall’unicità di questi tratti di costa.

Ma il vero fascino di questo luogo è l’autenticità della vita dei suoi abitanti che sembrano fuori dal tempo, lontani anni luce dalla frenesia dei nostri tempi. Lido Chianalea e Marina Grande sono ad un passo per chi ama il turismo balneare.

L’importanza della pesca al Pesce spada è ancora basilare per questo borgo. I luntri, le tipiche barche a remi, un po’ le gondole di Chianalea, fanno ancora parte del paesaggio. Per dare risalto a questa importante tradizione, ad agosto è organizzata la Sagra del Pescespada, un evento importante per Chianalea, grazie al quale si recuperano le tradizioni antiche del luogo.

Ma non solo, è anche occasione per raccontare Chianalea e Scilla, la loro storia e cultura secolare. Di solito in tre serate, si svolge con momenti di folkloren musica, mostre ed eventi a tema, tutto arricchito ovviamente dai piatti a base di Pescespada.