Chi c’è dietro Micromondi?

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Ricordo quando da bambina dicevo che da grande avrei voluto fare l’archeologa, il fascino che esercitavano su di me i geroglifici degli antichi Egizi, i caratteri cinesi e quelli giapponesi, insomma le culture profondamente diverse dalla nostra.

Da qui deriva la scelta di studiare Lingue Orientali e il primo viaggio della mia vita: 5 mesi in Cina per perfezionare la lingua cinese e poter vedere finalmente con i miei occhi tutti quei bellissimi posti che per anni avevo potuto guardare solo sui libri di studio.

La Quebrada de Cafayate con i suoi colori (Argentina)

La decisione di diventare Accompagnatrice Turistica ha segnato la mia entrata nel mondo del turismo dal quale non sono più uscita. Spesso, al termine di una stagione come assistente turistica, mi dicevo “basta!” ma dopo qualche settimana a casa iniziavo a sentire una vocina interiore che diceva “quando partiamo di nuovo?”. C’era una spinta forte dentro di me che non potevo non ascoltare. E così ripartivo di nuovo con l’entusiasmo e la curiosità di conoscere un altro pezzettino di mondo.

Poi è arrivato il giorno in cui ho deciso di realizzare il mio grande sogno: andare in India e vedere il Taj Mahal. Sono partita da sola, con il mio zaino in spalla, un biglietto aereo di andata e ritorno, un itinerario di massima che avevo studiato prima di partire, tanto entusiasmo, ma anche tanta paura perchè stavo andando verso l’ignoto e non sapevo assolutamente cosa aspettarmi. Tanti mi dicevano “bisogna essere pronti per affrontare l’India” e io mi chiedevo “lo sarò?”. Bè, sì, lo ero. La prima sensazione che ho avuto su quel taxi che dall’aeroporto di Delhi mi ha portata in città è stata quella di sentirmi a casa. E questa è stata la sensazione che mi ha accompagnato in ogni viaggio in solitaria che ho fatto: mi sentivo a casa. Per anni la passione per l’Oriente mi ha spinto a viaggiare in Asia. Sono stata in India 4 volte (direi di avere pienamente realizzato il mio sogno!), in Sri Lanka, in Cina più di una volta, Thailandia e Nepal. Poi a un certo punto è nato in me il desiderio di conoscere qualcosa di diverso e allora ho fatto il mio primo viaggio in Sud America alla volta dell’Argentina. Ed è stato amore a prima vista. Così ho deciso di voler conoscere qualcosa in più di questa parte di mondo ed ho scelto la Bolivia, un paese forse poco conosciuto (qualcuno prima di partire mi chiedeva “e dov’è questa Bolivia?”) che piano piano mi è entrato nel cuore con la sua natura unica e maestosa. Ci sono tornata una seconda volta come volontaria per 7 mesi, un periodo che mi ha consentito di vivere il paese intensamente dal più profondo. E’ rimasta nel cuore la Bolivia, profondamente e in maniera indelebile.

Incontro con le donne indiane ad Hampi (Karnataka)
Incontro con le donne indiane ad Hampi (Karnataka)

Ho viaggiato anche in Messico, Guatemala, Belize, Marocco, Egitto, Caraibi, Turchia e ovviamente Europa.

Per me viaggiare è una necessità, un bisogno come lo è respirare. In tanti nel corso degli anni mi hanno chiesto “ma quando ti fermerai?”. Volete sapere la risposta? Mai, mi fermerò, fino a quando le mie gambe potranno portarmi in giro per il mondo, continuerò a viaggiare perché non si può rinunciare ad una passione. Le passioni sono il sale della vita e io non riesco ad immaginare la mia vita insipida.

Perciò anche quando non sono in viaggio, la mia mente pensa a quale sarà la prossima destinazione, sapendo che non basta una vita per vedere tutto. Ma intanto ci provo…

Daniela Spazzoli

Micromondi