Centaurea Minore

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Oggi per la rubrica Benessere e fitoterapia parliamo di Centaurea Minore.

Non è probabilmente tra le più note tra le centinaia di erbe officinali, ma è usata da secoli.

Già Plinio Il Vecchio la citò nei suoi scritti. In Italia la si conosce come erba della febbre ma il suo nome scientifico è Centaurium erythraea. Ha tanti nomi, uno dei più comuni è Erba della febbre.

Appartiene alla famiglia delle Genzianacee ed è una pianta erbacea annuale o biennale. Cresce soprattutto nei prati in zone umide, vicino a boschi o corsi d’acqua, prevalentemente in zone collinari.

E diffusa in tutto l’emisfero e puo’ raggiungere l’altezza di 50cm. La si riconosce anche dai fiori rosa salmone a forma di stella a cinque petali.

La leggenda racconta che il centauro Chirone fu colpito ad un piede con una freccia da Ercole. Fu lui dunque il primo ad utilizzare questa pianta per curare la ferita. Fu poi utilizzata con varie funzioni dai Galli e anche nel Medioevo.

Le parti utilizzate di questa pianta sono le sommità fiorite. I principi attivi sono simili a quelli della Genziana, anche se ogni pianta è a se.

Etirosidi amari tra cui eritaurina; sweroside che il corpo trasforma in genzianina con proprietà sedative; polifenoli come acidi fenolici e flavonoidi con azione antipiretica; Triperteni e infine Alcaloidi come la Genzianina e numerosi altri.

Questi sono i tanti principi attivi di questa pianta.

Naturale dunque che sia sfruttata da sempre grazie alle sue proprietà e virtù terapeutiche.  Viene usata in fitoterapia, in liquoreria grazie alle sue funzioni amaro-digestive e anche in cosmetica.

Proprietà

La C.M. Ha numerose proprietà:, E’ tonica, stomachica, ha proprietà digestive essendo amara e stimolando funzione e motilità dell’apparato gastrointestinale. E ancora, è utile in chiave antipiretica e contro l’influenza.

Puo’ essere utilizzata come purgante. Essendo antiinfiammatoria e antiartritica è utile nelle infiammazioni articolari, nella sciatica, nella gotta.

Utile nelle affezioni al fegato, può essere utilizzata come stimolante dell’appetito e più in generale di tutte le funzioni gastrointestinali.

E’ inoltre calmante, diuretica, vermifuga e soprattutto depurativa. Si è dimostrata, in certi casi, utile contro le emicranie.

Esternamente ha una funzione cicatrizzante e antisettica.

Una funzione importante di questa pianta si ha durante le convalescenze, dopo malattie, virus o interventi. Tonificando e stimolando l’appetito grazie alla sua amareza favorisce una ripresa rapida dell’organismo.

Uso

Come per tutte le erbe o piante ci sono diverse modalità di assunzione.

Si puo’ utilizzare in forma di Polvere, come compressa da 0,25g da assumere ai pasti.

Può esssere utilizzata la tintura madre, 30 goccie in un bicchiere d’acqua fino a 3 volte al giorno.

Come lozione va utiizzata con garze, risulta utile per ferite, ulcere e persino caduta dei capelli e dermatiti.

Il decotto si fa con 30 o 50 grammi di fiori secchi per ogni litro d’acqua e facendo bollire per due o tre minuti. Con un paio di frizioni al giorno è utile per dermatiti, caduta capelli e nei bimbi contro i pidocchi.

Come infuso: Una tazza di acqua bollente con un grammo di fiori secchi. Utile per combattere la mancanza di appetito anche durante le convalescenze. Va preso tre volte al giorno mezz’ora prima dei pasti.

Se invece si vuole utilizzare in funzione digestiva, ovviamente va spostato dopo i pasti. Il miele si puo’ utilizzare se lo si vuole addolcire essendo molto amaro.

Infine il Vino di centaurea, utile in caso di anemia e di debolezza, si versano 60 g di C. Minore in un litro di vino, si fa macerare otto giorni. Alla fine si passa e si filtra, si chiude il tappo e si conserva in luogo fresco bevendone poi un bicchiere prima dei pasti.

Si tratta dunque di un erba dalle funzioni innumerevoli. La sua funzione dominante è però quella di combattere la stanchezza e favorire la ripresa dell’organismo.

Alla prossima ..L.D.