Cenere

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Cenere

Ho amato anime
racchiuse
in corpi sbagliati.
Tenute in catene
da ossessioni collettive.
Violentate
dagli eccessi della vita.
Ferite da peccati
succulenti e pruriginosi.
Ho cercato anime
aggrovigliate
a carni nodose di ossa,
dove nessun senso
pareva prevalere.
Smaniose di bellezza
nella visione di una gioventù
audace e fanfarona.
Ritratti di persone
in corsa con il mondo:
pellegrini del nulla.
Ambasciatori di pene
tenute sulla schiena
come trofei senza
alcun valore.
Anime che non si sono
mai ritrovate a gustare:
la bellezza del cielo,
un germoglio di primavera,
un’alba da bere
con il caffè del mattino.
Anime
spiritualmente meschine.
Incapaci a leggere un libro.
Tronfie d’ignoranza e
di miseria sentimentale,
che diverranno: cenere
ancor prima di morire!

Maria Rosa Oneto