Castel San Vincenzo

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Loscrivodame e @Ladolcevitaly non si fermano mai. Altroché restrizioni, noi continuiamo a sognare e girare tra i migliaia di borghi italiani. Oggi siamo a Castel San Vincenzo.

Il paese dominato dalle vette delle Mainarde, con il suo lago, la sua Abbazia e il borgo antico. Si tratta di un borgo molisano, in provincia di Isernia

Il paese è appoggiato su un costone di roccia a oltre 700 metri di altezza e conta si e no cinquecento abitanti. Si tratta di una delle mete pià ricercate di tutto il Molise.

Il perché ve lo sveliamo. Innanzitutto le prime notizie su Castel San Vincenzo parlano di un villaggio agricolo di epoca tardo-romana e di un oratorio dedicato a San Vincenzo, più o meno del periodo tra il V e il VI secolo.

Agli inizi dell’VIII secolo, nell’Alto Medioevo fu edificato il monastero benedettino di San Vincenzo, che in pochi decenni, grazie a donazioni di terre dai nobili della zona, diventò uno dei più importanti e ricchi d’Italia. Ma erano i cosidetti secoli bui, e così, nell’881 l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno fu saccheggiata da una banda arabo-berbera.

I pochi monaci superstiti scapparono dal fondo valle, dove restarono fino al 914, quandonil monastero venne ricostruito. Tuttavia nel corso dei secoli invasioni e saccheggi finirono per portare alla distruzione dell’Abbazia e all’abbandono della vita monastica.

Nel 1928 Castellone al Volturno e San Vincenzo al Volturno si sono fusi, creando l’attuale comune. Ciò si nota ancora oggi dall’aspetto urbanistico risalente ai due comuni separati. Ci due piazze principali con due chiese e due targhe ai caduti, una per paese. 

Nel 1990 viene emesso il D.P.R. con cui il territorio di Castel San Vincenzo é entrato a fare parte del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

 
Tanto, a partire dai paesaggi e dalla storia del borgo. É interessante visitare il vecchio borgo medievale, con le sue viuzze. Allo stesso tempo va visitata l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno di cui scrivevo sopra. Dove sorgeva l’abbazia originale, sono stati ricostruiti il nuovo monastero e la vicina chiesa abbaziale, ma ancora si possono vedere i ruderi dello storico complesso.
 
Oltre all’abbazia, si possono vedere anche la Cripta di Epifanio, con forma a croce greca e numerosi e interessanti affreschi, il ponte della Zingara sul fiume Volturno. C’è poi la Sala dei Profeti, con affreschi raffiguranti i dodici profeti, la Chiesa di San Francesco, con il tipico portale romanico. Infine la Chiesa di Santa Maria Assunta e il campanile della Chiesa di Santa Chiara.
 
Tanta ricchezza dunque, in proporzione alle dimensioni di questo paesino. Ma non finisce qui, perché a Castel San Vincenzo c’è pure il lago.
 
Il lago è un’altra meraviglia locale, visto il colore turchese col riflesso delle montagne su cui si specchiano le vette. Il lago, artificiale, venne realizzato verso la fine degli anni ’50 per scopi idroelettrici: alimenta le tre centrali Enel di Pizzone, di Rocchetta a Volturno e di Colli a Volturno.
 
Il lago è balneabile, con sponde sabbiose. Ciò ha fatto si che si sviluppasse un area attrezzata dove è possibile noleggiare barche, pedalò per le escursioni in acqua, oltre alle immancabili biciclette. Con regolare licenza e permesso, inoltre, si può pescare e si possono, praticare sport acquatici.
 

“Castel San Vincenzo is the largest village in the Abruzzo, Lazio and Molise National Park. It is also home to the Benedictine Abbey of San Vincenzo al Volturno. ⠀

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Castel San Vincenzo is built on the slopes of Mount Vallone and has impressive views over the surrounding mountainous countryside and the prettly lake below. ⠀

The village itself consists of narrow roads climbing up the hillside and lined with attractive stone houses.”

Se si cerca un luogo fuori dai grandi circuiti del turismo di massa, dove passare un piacevole weekend, questo è proprio il Lago di Castel San Vincenzo. Il piccolo borgo omonimo è un luogo dove il tempo sembra effettivamente sospeso da più di 1000 anni.

Nel centro storico, passeggiando, ci si imbatte nella duecentesca Fontana Fraterna, eretta in piazza Celestino V, che nacque proprio qui e realizzata con frammenti di iscrizioni e bassorilievi romani. Sempre in centro si trova la chiesa di San Francesco, con un bel portale romanico, e quella di Santa Maria Assunta

Più recente invece la chiesa di Santa Chiara, in stile partenopeo, con la merlatura in mattoni a spina di pesce.

Storia a se, per importanza, fa il Monastero di San Vincenzo al Volturno. Molte delle notizie sul complesso monastico le abbiamo grazie al Chronicon Vulturnense, un codice miniato che si trova presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.

Qui è scritto che il monastero venne fondato da tre nobili beneventani, Paldo, Taso e Tato tra il VII e l’VIII secolo. In seguito Carlo Magno nel 787 concesse al monastero alcuni particolari privilegi, equiparandolo alle più note abbazie europee.

Il IX secolo è quello aureo per il monastero, quello della massima espansione, poi seguita dalla crisi. Nella prima metà del secolo l’area ospitava circa 350 momonaci, con dieci chiese e molte proprietà terriere sparse in tutta l’Italia centro-meridionale.

Poi però avvennero alcuni fatti: prima il terremoto dell’860, poi il ssaccheggiodi cui si scriveva sopra, da parte di un gruppo di Arabi, al sservizioin realtà del duca-vescovo di Napoli Atanasio II.

Per questo il monastero andò in rovina. Dopo secoli in cui i monaci assistettero inermi allo sfaldamento progressivo delle proprietà monastiche, nel 1699 l’area passò sotto la giurisdizione dell’Abbazia di Montecassino.

Si arriva qui al monastero, attraversando il ponte della Zingara sul fiume Volturno. Di fronte sorgono i resti della Chiesa Nord, con sullo sfondo l’ingresso alla Cripta di Epifanio. Qui, attraversando quella che fu una corte porticata con giardino, si raggiunge il refertorio, con il bel pavimento in laterizi, ben conservato.

Alle sue spalle spunta un altro ambiente: la Sala dei Profeti, così chiamata per via del ciclo pittorico che raffigura dei personaggi in piedi e disposti in fila, rappresentanti i dodici profeti.

Completano questa area una struttura poligonale,  lavabo comune dei monaci e gli spazi delle cucine. Poco oltre sorge il complesso della basilica di San Vincenzo Maggiore, che, oltre alla basilica, comprende i resti di una serie di officine e la Cappella di Santa Restituta.

Un altro Eremo importante, sempre in zona, è l’eremo di San Michele a Foce, un piccolo edificio situato nel monte San Michele, vicino Castel San Vincenzo. L’eremo si raggiunge solo a piedi, percorrendo un sentiero sulla ripida parete della montagna.

Il complesso è di epoca medievale e si compone di due ambienti, uno inferiore, completamente spoglio, e uno superiore con un altare votivo, dedicato all’arcangelo Michele.

Da qui si gode una bella vista sul lago e sulla valle.

Prodotti Tipici del SudFiere ed eventi

A Castel San Vincenzo, nonostante le piccole dimensioni, si svolgono molte fiere. Si parte il 22 gennaio con la fiera di San Vincenzo, l’ultima domenica di Quaresima quella Quaresimale, la Domenica delle Palme quella Pascquale  Il 25 aprile quella di San Marco, il 2 luglio quella della Madonna delle Grazie, l’11 novembre quella di San Martino . Si chiude il 21 novembre quella della Madonna della Neve.

Tante ricorrenze che testimoniano quanto questa terra sia ancorata e legata alle proprie tradizioni.

Castel San Vincenzo e il suo lago meritano una visita, come altri paesi di questa picvola regione..Fede.
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