Castel San Pietro Terme, Dozza e le rive del Sillaro

0
1944

Ci sono fiumi e torrenti che pur non essendo di grosse dimensioni o di grande portata hanno un significato simbolico. Un o di questi è senza dubbio il Sillaro.

Questo torrente è da sempre considerato il confine tra l’Emilia e la Romagna. Castel San Pietro Terme è posto proprio all’incrocio tra il Sillaro e la Via Emilia.

Lungo il torrente si alternano campi, vigneti, boschi, valli e colli che da sempre sono stati teatro di conflitti e zone di passaggio. Le frazioni di Loano, Frassineto in particolare, sono state luogo di passaggio nell’antichità e di scontro durante l’ultimo conflitto mondiale.

Ruderi, vecchie fortezze si alternano in queste frazioni fino ad arrivare a Dozza e al Santuario del Piratello.

Tornando a Castel San Pietro è  da sempre conosciuto per le sue acque termali, note fin dal 1300. Il paese ruota attorno a Piazza XX settembre che è il centro culturale del paese. Qui è collocata la Colonna del Rosario, eretta nel 1779 e si trovano due edifici religiosi: Chiesa del SS Crocifisso col campanile a 55 campane e chiesa di Santa Maria Maggiore del XII secolo.

Oltre a questi degna di nota è la Chiesa con annesso Convento dei Cappuccini su Via Viaria oltre ovviamente agli stabilimenti termali. Questi si trovano nella frazione di Liano, in collina, in una zona paesaggisticamente notevole. La frazione è antichissima e risale al IV secolo. Qui vi era il forte degli Alberici, feudatari della zona. La zona era fortemente contesa tra i locali e i bolognesi.

In zona si trova anche una prestigiosa villa, residenza estiva dei conti Fava Tanari, oltre alla Torre Moscatelli. Tra Liano e Vedriano il paesaggio si fa interessante con i calanchi, i boschi di castagni, querce, frassini e carpini alternati a rocce.

A Monte Cerere c’è un antica pieve romanica, sorta sopra il tempio pagano dedicato alla Dea Ceres. Di essa restano solo poche mura e un portale gotico.

In direzione San Martino in Pedriolo, a circa 327 m s.l.m. si trova il Castello è il suo borgo rurale. Sempre in zona, uno dei borghi più belli d’Italia: Dozza.

A poco meno di 200m Dozza domina le pendici ricche di vigneti ed è un esempio di borgo medievale ottimamente conservato. La rocca è la parte sicuramente più iconica. Massiccia, merlata e con torrioni cilindrici a le mura. Si accede all’interno da un ponte levatoio. Dentro si trova una loggia rinascimentale, dipinti, raccolte d’armi e una preziosa enoteca con preziosi vini regionali. Merita una visita.

Sempre a Dozza la Chiesa dell’Assunta con all’interno opere pittoriche di Marco Palmezzano e il Museo di Arte Sacra ricco di ceramiche e maioliche.

Nei pressi di Dozza si trova il Santuario di Piratello. Si tratta di una Chiesa del 400 di più di 250mq. Presenta volte, colonne e pareti affrescate elegantemente oltre ad un bell’organo antico. Molto bello anche il cortile interno del Santuario da cui si ammira un campanile di 35 metri.

La nascita del Santuario è intriso di leggenda. Il 27 marzo del 1483, Stefano Mangelida Cremona diretto in pellegrinaggio a Loreto, lungo la via Emilia, si fermò davanti ad un pilastro sacro posto all’incrocio con la strada che scendeva da Montecatone. Si fermò a pregare un’immagine della Madonna col Bambino in una nicchia. Dalla nicchia senti chiamarlo una voce, guardò la Madonna e vide due candele di cera bianca accendersi improvvisamente. Dal cespuglio posto si bordi della strada spuntarono due rose rosse, nonostante fosse inverno.

La Madonna chiese al pellegrino di dire agli imolesi di costruire una cappella in quel punto. Papa Innocenzo VIII il 27 gennaio 1489 diede il permesso di costruire qui una chiesa ed un convento. Il Santuario del Piratello.

Foto di Forsquare.com