Castel di Tora

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Loscrivodame e @Ladolcevitaly ci portano questa volta a Castel di Tora che si trova nell’omonimo comune in provincia di Rieti ed è entrato nel circuito dei Borghi più belli d’Italia.

Si tratta di un borgo medievale che si trova in un’area priva di urbanizzazione e inquinamento e immerso in un paesaggio incontaminato. Si trova sulle rive del lago del Turano, circondato da fitti boschi e dominato dal Monte Navegna.

Ci sono alcuni punti forti che caratterizzano Castel di Tora: la natura incontaminata, i boschi secolari e il colore blu dell’acqua del lago artificiale.

Il Castello di Tora e il lago del Turano sono un tutt’uno e formano una piccola grande oasi di tranquillità, immersa nella natura. Li adiacente, il paese di Antuni, un borgo diventato fantasma dopo un bombardamento della Seconda Guerra Mondiale.

La storia 

La storia di Castel di Tora risale all’anno Mille, il periodo in cui il nome compare per la prima volta in alcuni documenti.

All’epoca il nome era Castelvecchio (Castrum Vetus) e assieme ad Antuni (Castrum Antuni), passò prima dalla dominazione longobarda e poi da quella dei Brancaleoni e dei Mareri.

Infine finché fu annesso allo Stato Pontificio.

Nel corso dei secoli subì la dominazione di molte famiglie e diversi casati. Poi, dopo l’unità d’Italia, assunse il nome attuale di Castel di Tora.

Poi due eventi incisero profondamente nella vitacdella zona:  la costruzione del lago di Turano che portò via terreno fertile, spingendo gran parte dei suoi abitanti ad emigrare e i bombardamenti della seconda guerra mondiale che ridussero ancora di più la popolazione. Oggi sono poche centinaia gli abitanti di questo borgo.

La natura e l’aspetto paesaggistico fanno la differenza in questo borgo. Adagiato sulle sponde del lagodi Turano crea un contrasto di colori tra i più belli del Lazio. La vegetazione da un tocco importante, soprattutto grazie alle ginestre.

Antuni e Castel di Tora sono due località vicine, profondame legate dalle vicende storiche che le hanno coinvolte. Antuni è ormai una città perduta, accorpata da un punto di vista amministrativo al comune di Castel di Tora a causa dei due avvenimenti di cui scrivevo sopra.

Il borgo medievale di monte Antuni, collegato da un istmo sottile alla terraferma attraverso il lago artificiale, è uno dei monumenti più conosciuti, ricercati e visitati nella zona.

Al panorama fornito dalle acque che circondano interamente il monte si aggiunge l’unicità offerta dai resti del palazzo dei Draghi, brutalmente colpito durante la seconda guerra mondiale e poi restaurato.

Qui si deve fare esercizio di immaginazione, pensando a come Antuni potesse essere nel medioevo, quando il feudo dei Brancaleoni era molto vivo e il lago artificiale non esisteva.

In cima al monte si trova l’eremo di San Salvatore, arroccato in cima ad una rupe a picco sul lago. Per raggiungerlo si percorre un sentiero che è anche un ottimo punto panoramico da dove osservare i resti delle mura antiche e il Palazzo del Drago. 

Il castello di Rocca Sinibalda

A pochi chilometri è visitabile il Castello di Rocca Sinibalda, anch’eessorisalente all’anno Mille. È uno dei castelli medievali più affascinanti del centro IItalia. IL castello è stato restaurato di recente, è maestoso, un palazzo-fortezza di rara bellezza.

In questo castello l’identità viene “mischiata” ai pregevoli esempi di architettura rinascimentale dell’architetto senese Baldassarre Peruzzi. Ne deriva una sorta di incrocio ben fatto tra un palazzo signorile e una fortezza militare.

La struttura è quindi essenziale e tipica delle fortezze medievali essenziale. Gli affreschi delle ampie sale completano il quadro in cui il manierismo e la cultura classica raggiungono un equilibrio impensabile.

“Castel di Tora which, until 1864, was called the Castel Vecchio, is a town of 218 inhabitants in the province of Rieti, located in the Turano Valley.

Castel di Tora, between Carsoli and Rieti, and along the valley of the Turano (now imposing village, overlooking the homonymous lake), traces its origins to the beginning of the year one thousand.”

Il profumo delle ginestre e del timo accompagna la visita a Castel di Tora, che si allunga sulle rive del lago artificiale del Turano. Dalla cima, nei giorni limpidi di tramontana, si arriva a vedere ammirare ad occhio nudo la cupola della basilica di San Pietro di Roma.

Nel borgo si trovano edifici in pietra locale a vista con coperture in legno e manto in coppi di laterizio. Un architettura tipicamente rurale in un contesto di antropizzazione medievale.
Risale all’XI secolo la torre poligonale della fortezza, edificata in cima ad una roccia a strapiombo, mentre sono di epoca più tarda (XV secolo) le torrette di via Turano e di via Cenci, che di fatto sono i resti dell’antica cinta muraria.

Il palazzo del Drago e l’intero borgo di Antuni, posti nella piccola penisola che collegata da un istmo, si protende nel lago artificiale, risalgono invece al XV e XVI secolo. 

In zona la chiesa di epoca barocca di San Giovanni Evangelista e il settecentesco palazzo adiacente alla torre poligonale sono altri edifici di discreto interesse.
La fontana del Tritone, di fine ‘800, nella piazza principale si sposa col tessuto urbanistico del centro storico, rimasto invariato fino alla prima metà del Novecento.

In paese sono visibili in via Umberto I i tronconi di colonne romane e i fregi con iscrizioni latine sui muri perimetrali della chiesa.

I Portali antichi, le caratteristiche viuzze con archi, le scalinate, i passaggi, le grotte e le cantine scavate nella roccia creano un insieme magnifico.

I Forni, le terrazze, i panni stesi, le comari vestite di nero, la piazzetta-belvedere con il luccichio delle acque del lago danno vita al paesaggio lasciatoci in eredità dai remoti pastori di Thora.

Il convento di Santa Anatolia, un tempo residenza estiva del Pontificio Collegio greco-ortodosso da un tocco mistico alla visita.

Tipicità e manifestazioni 

Come tutti i borghi antichi che si rispettano, anche Castel di Tora ha le sue manifestazioni tradizionali:

Si parte con la Pasquarella, un canto notturno per le vie del borgo, si tiene il 5 gennaio, la sera. La Sagra del Polentone, si tiene la prima domenica di Quaresima. 

La Festa di Sant’Anatolia, con la processione al Convento di Sant’Anatolia e ritorno, i fuochi d’artificio sul lago e il ballo della “pantasima”, si tiene la seconda domenica di luglio. La pantasima è una tipica rappresentazione popolare della provincia reatina.Il nome deriverebbe da una corruzione popolare del sostantivo latino phantasma=che si mostra.

In pratica viene costruito un grosso fantoccio, di sembianze quasi sempre femminili, costruito con un’intelaiatura di canne ricoperte di carta sottile colorata. All’interno ci deve essere lo spazio per la persona dovrà ballare, mentre al suo esterno vengono applicati numerosi giochi pirotecnici.

Anticamente, il ballo della Pantasima aveva un significato propiziatorio e la festa finiva con l’incendiamento del fantoccio.

La Processione del Venerdì Santo, processione degli incappucciati a piedi scalzi e la via Crucis con costumi d’epoca.

Mangiando sotto le Stelle, che normalmente si tiene il sabato della settimana di Ferragosto.

San Rocco, una fiaccolata sul ponte del lago che si tiene il 16 agosto.

Nel mese di agosto, come spesso accade ci sono iniziative come l’Agosto castelvecchiese, con
iniziative gastronomiche, culturali e ricreative.

La Sagra degli Strigliozzi, che si tiene l’ultima domenica di settembre. Sono due i piatti, re delle feste locali: il polentone (prima domenica di Quaresima), cotto con fuoco in un calderone e condito con sugo magro di baccalà, aringhe, tonno e alici; e gli strigliozzi (ultima domenica di settembre), una specie di maccheroni fatti a mano.

Ci sono poi alcuni prodotti autoctoni e tipici che si coltivano solo qui, negli agriturismi.

I “fagioli a pisello”, particolari per sapore e consistenza, i grandi formaggi come il pecorino e il vaccino, la ricotta di pecora ottima per i ravioli, i cereali come mais, farro, orzo, i tartufi, i funghi porcini e il pesce di lago.

L’aria pulita, i profumi delle ginestre e del timo, i crinali dei monti, i secolari castagneti, il volo delle poiane, le antiche carrarecce, i percorsi della transumanza sono ciò che resta di una civiltà agreste cheisi può ripercorrere, semplicemente passeggiando. Un posto da vedere…Fede


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