Carpegna, la montagna dei Riminesi

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E’ un bel week end invernale, lunedi’ si lavora, ma la giornata è davvero bella anche se fredda, se andassimo in montagna a gustarci un po’ di neve e fare due discese? Perché no, pero’ arrivare a Belluno, a Teramo a Modena è un po’ una tirata, non te la gusti, ce la vogliam cavare in giornata?..E allora dove si va? Carpegna..

E’ una caldissima domenica d’estate la canicola soffocante non fa’ respirare, non si può andare via, siamo in piena stagione, ma ci vorrebbe un po’ di aria fresca, respirare e rilassarsi una giornata, dove si va? Carpegna.

Potrei continuare con le castagne d’autunno e fiori di primavera ma penso abbiate capito il concetto. Il riminese per staccare in giornata ha una meta da sempre tra le preferite, il Monte Carpegna e la località omonima.

Un comune che non arriva a 2.000 abitanti in provincia di Pesaro e Urbino ma molto connessa con Rimini. Il nome Carpegna deriva probabilmente da Carpino, albero assai diffuso su sto monte. Il massiccio di Carpegna nel suo complesso comprende le vette di San Leo, Sasso Simone e Simoncello, monte Canale, Villagrande, San Marino e altre vette minori. L’abitato di Carpegna e alle pendici meridionali del monte, ad est troviamo l’abitato di Villagrande nel comune di Montecopiolo, mentre Maiolo e Pennabilli sono rispettivamente ad ovest e nord ovest.

Il monte Carpegna è compreso nel territorio all’interno di una riserva naturale, il Parco regionale del Sasso Simone e Simoncello ed è geologicamente composte da rocce calcaree evidenziate dal biancore delle rocce visibili anche da molto lontano. I motivi che attraggono molti riminesi e non solo dai dintorni, sono i sentieri ben segnalati all’interno di tutto il parco naturale, il clima estivo mite ed asciutto e in inverno le stazioni per praticare sport invernali come snowboard, sci, slittino con impianti ben rinnovati nella storica stazione Eremo da cui si può anche visitare l’antico eremo della Beata Vergine del faggio. Qui, in estate c’è un prato con vista notevole, dove, fuggendo dall’afa della costa e dai 40 gradi delle città ci si può abbeverare di una buona birra o altro e poi stendersi al “fresco” dei 25 gradi oltretutto non umidi. E poi per i più attivi si può fare trekking o parapendio dal dirupo del Trabocchino oltre a gare podistiche e le celebri salite dove si allenava Pantani in bicicletta.

La Dinastia

Carpegna è anche il nome di una antica dinastia che condivide la stessa origine dei conti di Montefeltro e duchi di Urbino. Armileone Carpegna nel 466 riceve in dono, per i servigi prestati ad Odoacre, il dominio sul monte che prenderà il suo nome, questo riporta una leggenda del Valli. Nel 962 il conte Ulderico di Carpegna riceve dall’imperatore Ottone i la conferma sulle terre di dominio in Romagna e Montefeltro con un documento poi rivelatosi fasullo che ne legittimava il titolo di feudo imperiale. La giuristizione dei conti di Carpegna comprendeva tutta una zona che nel medioevo si estendeva tra la Massa Trabaria, l’alta Valtiberina e il Montefeltro con alcune decine di castelli poi ridottisi nel tempo. Erano Feudi Imperiali,ovvero territori indipendenti e autonomi dagli stati confinanti,Stato Pontificio, Ducato di Urbino e Granducato di Toscana. Rimasero in vita fino addirittura al 1819 a quando furono ceduti al Papa.

L’età dell’oro

Quando nel 1463 mori’ il conte Francesco, gli eredi si divisero i possedimenti tra i conti di Carpegna di Castellaccia e di Carpegna di Scavolino Gattara. Il cardinale Gaspare nei primi del 700 divenne molto influente alla corte romana ottenendo notevole autonomia per tutta la zona,un grande palazzo a Roma,e uno a Carpegna e ottiene un mulino per la produzione di polvere da sparo che diventa vitale per l’economia della zona e il privilegio papale di commerciare il sale di Rimini con la Toscana a prezzi agevolati. Erige come sua sede oltre il palazzo a Roma, una imponente residenza nel paese.

Il nipote Francesco X Maria è tuttavia, non avendo figli maschi,nomina suo erede il nipote Antonio, nato dal matrimonio della figlia Maria Laura con il marchese Mario Gabrielli. Ma l’imperatore Francesco I di Lorena non gradisce, come granduca di Toscana, vuole far rispettare l’accordo del 1490 con Firenze, ove si sanciva il trasferimento della sovranità sulla contea alla Repubblica fiorentina in caso di estinzione maschile della famiglia.

Così il 10 giugno 1749, 108 soldati toscani invadono Carpegna. Ma Francia, Chiesa, Regno di Sardegna e Spagna appoggiano il feudo obbligando di fatto l’imperatore a ritirare le truppe. Cosi’il conte Antonio di Carpegna Gabrielli diviene l’effettivo possessore della contea fino all’espropriazione napoleonica (1807). Poi nel 1814 ridivenne per poco autonomo per poi finire sotto lo stato pontificio.

Carpegna ebbe un altro suo momento di celebrità nel 1970 per il misterioso fenomeno delle campane della chiesa di San Nicolò che suonavano pur rimanendo ferme. Lo strano fenomeno, che attirò curiosi e studiosi, cessò nel 1971 senza più ripetersi. Restano tuttora ignoti i motivi di questo strano fenomeno.

Carpegna, Palazzo Carpegna.

Il Palazzo dei Principi di Carpegna Falconieri, progettato dall’architetto romano Giovanni Antonio De’ Rossi per il Cardinale Gaspare di Carpegna. Il palazzo, terminato alle porte del 700 dopo oltre 20 anni di lavori è ispirato alle ville fiorentine e alle residenze di lusso della campagna romana. È tuttora abitato dai discendenti della millenaria famiglia ed è rimasto pressoché intatto dopo oltre 300 anni,nonostante un incendio e qualche forte scossa di terremoto come nel 1781. Dentro tanti gioielli come le cantine, la biblioteca.

Pieve di San Giovanni Battista

Risalente al XII secolo è a 2 km dal paese e al confine con Frontino la Pieve Romanica di San Giovanni Battista in stile romanico del XII secolo

anche se con modifiche successive.

Bellezze naturali

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In foto: Trekking a Carpegna

Da molte angolazioni si gode di una vista maestosa mentre diverse specie di alberi come faggi, querce, carpini, agrifogli, frassini tipici dell’appennino settentrionale sono sostituiti da abeti e pini neri d’Austria nella parte meridionale utilizzati per rinforzare il terreno ed evitare frane su Carpegna. Numerose anche le specie animali arricchite anche dal ritorno in zona del Lupo dell’appennino. Manifestazioni importanti sono la settimana di Ferragosto la mostra dell’Artigianato tipico del Montefeltro e dei prodotti tipici di questi luoghi. Da non dimenticare che qui ha origine uno dei 5 prosciutti DOP italiani,il Carpegna.

Un luogo che offre tanto dunque, a pochi chilometri dalla riviera romagnola, perchè spesso vicino ad un luogo importante e conosciuto, c’è ne sono altri importanti e meno conosciuti e forse è meglio così.

Nella foto il Carpegna D.o.p.