Caro Pier Paolo

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Dacia Maraini
Caro Pier Paolo

Caro Pier Paolo, stanotte ti ho sognato.
Inizia così la prima lettera che la scrittrice scrive all’amico e sono tutte lettere a lui quelle che compongono questo libro.

Lettere che parlano di ricordi o sogni, della loro grande amicizia e di Pier Paolo Pasolini. Sono lettere in cui attraverso il ricordo dell’amico e di tutto quello che insieme hanno fatto, la Maraini tratteggia il carattere e la vita dell’amico fraterno.

Viaggi insieme nel modo più spartano perché lui non voleva mischiarsi ai soliti giri di turisti, in Africa in Asia ed in tanti altri posti, luoghi d’ispirazione per i suoi film, per i quali la Maraini era sua collaboratrice oltre che amica.

Racconta di un uomo e delle sue complessità e particolarità e dalle tante contraddizioni senza risparmiargli nulla nelle critiche e nella grande dimostrazione di affetto che ha ancora viva per lui.
Senza remore parla della sua sessualità del rapporto molto particolare che aveva per la madre e dei rapporti d’amore che ha avuto con alcune donne, purché fosse “asessuato.”

Tra tutte il rapporto molto forte con la Callas, che ha sofferto non poco per non aver potuto vivere a pieno questo rapporto d’amore. Attraverso queste lettere la Maraini ci porta nel mondo letterario e cinematografico degli anni 70 citando gli amici comuni grandi scrittori e scrittrici italiani e registi.

La Morante, la Ginzburg, Bellezza, Penna, Moravia in quel periodo compagno della Maraini, nonché amico di Pasolini a cui non risparmiava critiche, Bertolucci e altri che hanno fatto la storia della cultura di quegli anni e che ancora oggi ne sono parte.

È un libro molto profondo e struggente, il legame che li legava era molto stretto e pieno di affetto.
Un cruccio su tutto, come è morto Pasolini.

Non ha convinto nessuno la dichiarazione di Pelosi che si è addossato la colpa.
La Maraini è andata a trovarlo in carcere, l’ha supplicato di dirle la verità, non c’è stato verso e lei tranquillamente gli ha detto di non credergli.

Pasolini non era aggressivo e non avrebbe fatto del male a nessuno, così dice la scrittrice. Di fatto quando è uscito dalla galera, Pelosi ha detto che non era stato lui ma niente di più.

Di questo la scrittrice davvero non si da pace. Con questo “carteggio “ la Maraini nel rendere omaggio all’amico, ce lo racconta da vicino e ci racconta tanto.

Davvero una bella lettura scorrevole e molto interessante.

Anna