Capo Rizzuto, l’isola che non c’è

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Capo Rizzuto

@Ladolcevitaly e Loscrivodame vi presentano oggi una località dal nome rinomato: Isola di Capo Rizzuto.

Ma cosa offre questa Isola che, di fatto, isola non è? Già perché nonostante il nome la località dista ben 4 km dal mare.

Si tratta di un bellissimo promontorio, lungo il versante orientale della Calabria, in provincia di Crotone. Il centro urbano è costituito da alcune frazioni: Capo Rizzuto, Le Cannella, Marinella, Praialonga e Sant’Anna, Le Castella; quasi tutte affacciate sul mare.

Questo tratto di terra, rinomato per la sua bellezza, ricade nell’Area Marina Protetta tra il parco della Sila e il mare Ionio. Si tratta di una delle Aree Marine Protette più importanti ed estese del Mediterraneo.

All’interno dell’oasi, l’impatto umano deleterio che altrove ha danneggiato per sempre tanti paradisi naturali, non ha ancora inciso. Il risultato sono acque cristalline e straordinarie distese di spiagge, il tutto immerso in una natura ancora preservata. A questo si deve aggiungere il fatto che qui il clima è fantastico. 

Isola di Capo Rizzuto è baciata dal classico clima mediterraneo, con estati calde ma non eccessivamente umide e inverni miti, ma che possono includere forti rovesci e temporali. In ogni caso, il periodo estivo inizia a maggio e si prolunga fino ad ottobre tanto da far pensare ad una castagnata in riva al mare.

Il territorio di Capo Rizzuto è abitato da tempo immemore. Alcuni ritrovamenti riportano la presenza del popolo Greco a partire dall’VIII sec. A.C.

Vi sono diverse leggende che ne raccontano le origini, secondo la più accreditata i primi stanziamenti si ebbero nel 1200 a.C con i japigi, popolo del Nord Africa che si stabilì tra Isola Capo Rizzuto e Capo Piccolo. Secondo Strabone e Plinio il vecchio erano presenti anche due o tre isolette non lontane dalla terra ferma.

Tradizione vuole che a fondare la città sia stata Astiochena, sorella di Priamo, che cercò rifugio con il padre e le sorelle dall’incendio di Troia proprio qui.

L’appellativo di “isola” deriverebbe dal latino “asyla”, luogo sicuro. I motivi del nome possono essere riferiti alle costruzioni rurali romane denominate “insule” o in alternativa alla popolazione che cercò riparo dalle incursioni turche in questa zona.

Il termine si trova per la prima volta in un documento; la Nea tattica o Diatyposi del filosofo Leone VI, risalente al 900 d.C. Il documento riportava l’elenco delle sedi vescovili di rito greco e subalterne a Costantinopoli, e tra questa è citata “ò ton Aésulon”, l’odierna Isola.

Nel Medioevo, Isola fù un importante centro commerciale ma ebbe anche valore difensivo. Ciò è ben visibile e immaginabile per la presenza del Castello dei Ricca, le mura di cinta del borgo vecchio ad Isola di Capo Rizzuto, il Castello Aragonese edificato a Le Castella e le numerose torri costiere di avvistamento e di difesa.

Oggi Isola di Capo Rizzuto vive di turismo grazie alle bellezze naturali e storiche di cui abbiamo parlato, note anche oltre i confini nazionali. Ma vive anche di pesca, tradizione che Capo Rizzuto conserva ancora oggi, e di agricoltura, dove il prodotto maggiormente apprezzato è il finocchio, riconosciuto col marchio D.O.P e amato in tutta Europa. 

Il territorio vanta anche una notevole serie di reperti archeologici. Sul promontorio Capo Colonna, si può visitare il Parco Archeologico, il Santuario Hera Licinia ed alcuni resti murari di epoca greca sepolti dalle acque del mare.

“The magnificent fortress of Le Castella is located on the island of Capo Rizzuto, on the eastern end of the Gulf of Squillace in the province of Crotone, in Calabria region, precisely in Isola di Capo Rizzuto looking out over the protected marine reserve of the same name. The fortress is on an irregular layout and was likely built by the Aragonese around an existing Angevin fortification, even though its initial construction has been dated back to 204 B.C. The giveaway is the cylindrical tower which juts out over the walls. Yet, the ancient Greeks did build some defensive walls in the shallows many years before. The island-fortress of Le Castella is particularly enchanting at night, because of the way lights play on the water.”

Isola Capo Rizzuto nell’Ottocento fù un importante centro della diffusione della religione cattolica e sede vescovile, e di questa eredità ne conserva ancora oggi tradizioni e riti.

Tra le feste liturgiche più amate c’è la Festa della Madonna Greca, celebrata sia a maggio che ad agosto. La leggenda dice che in un tempo remoto, un pescatore calabrese trovò su una spiaggia un’icona sacra raffigurante la Madonna con in braccio il bambino. In seguito il quadro divenne fonte di diversi miracoli, e in suo onore fu eretto il Santuario.

La celebrazione ha inizio con l’icona della Madonna portata in processione per la città, per poi essere issata su una barca che attraversa il mare e la porta nei paesi circostanti. La manifestazione è molto caratteristica e iconica.

Credenti e turisti donano fiori in quantità fino a che la Madonna viene portata al Santuario e il paese festeggia con i fuochi d’artificio e la musica della banda locale. Una vera festa tradizionale insomma.

Il paese è attivo anche per quel che concerne gli eventi culturali. La Festa dei popoli, che si tiene a dicembre è un’iniziativa incentrata alla multiculturalità, con conferenze, dibattiti e ospiti provenienti da tutto il mondo.

Interessanti ovviamente le iniziative a tema gastronomico. Ad agosto vanno in scena le primizie del territorio con la Sagra del gusto, Saperi e Sapori del Mediterraneo. Obbiettivi, manco a scriverlo, la valorizzazione dei prodotti tipici locali, con degustazioni delle eccellenze delle case produttrici locali dell’agro-alimentare crotonese.

Un buon agro-alimentare è spesso alla base di una ricca cucina. In Italia questo poi è vero un pò ovunque. La cucina calabrese è una di quelle che spiccano a livello nazionale e internazionale.

È conosciuta in tutto il mondo per i suoi prodotti dai sapori forti e genuini, come i formaggi tipici, pecorino, ricotta di pecora, provola; i butirri, che sono piccoli sacchetti di formaggio con all’interno burro non salato. Poi c’è il famoso finocchietto selvatico.

Chi si reca a  Isola di Capo Rizzuto si prepari ad assaggiare piatti gustosissimi, come la sardeddra, neonata di pesce amalgamata con peperoncino fenominata anche caviale calabrese, la patati e pipi friuti, pietanza a base di patate e peperoni fritti piccanti, il riso e finocchia, con finocchietto selvatico tagliato a pezzi, e ancora i covateddri al sugo di maiale, ovvero piccoli gnocchetti di farina di grano duro fatti a mano con l’aiuto di un cestino di vimini. Interessante anche la vurrajina, la borragine, erba officinale, e una spolverata di formaggio di capra e la tradizionale zuppa di pesce locale.

I dessert di zona sono il pitta cc’u l’ojjhu, dolce fatto a sfoglie impastate con vino ed olio d’oliva e farcite con mandorle, uva passa, miele e cannella, i tardiddri, gnocchetti ricoperti ed impastati con miele, vino cotto, zucchero e fritti; le crocette, fichi essiccati con all’interno mandorle e poi ricoperti di miele oppure cioccolato.

Una bella scorpacciata di prelibatezze insomma.

La bellezza di questa terra, incontaminata, spontanea , persino rude, ha ispirato diversi registi che l’hanno scelta come location per i propri film.

Qui è stato girato “Coraggio di Parlare”, film del 1987 diretto da Leandro Castellan, e vincitore del Grifone D’oro al Giffoni Film Festival. In località La Castelle, a Crotone e Fiumefreddo Bruzio, Pier Paolo Pisolini girò “Il vangelo secondo Matteo” nel 1964, mentre Il Castello Aragonese fu location dell’amatissimo film di Mario Monicelli, “L’armata Brancaleone” del 1966.

Infine da segnalare tutti i divertimenti legati al mare, dai battelli dal fondo trasparente alle escursioni in vela, fino alla visita dell’Aquarium, che raccoglie esemplari delle specie presenti nella riserva o con le visite naturalistiche lungo la costa. Anche i sub si possono divertire andando a cercare di immortalare le specie ittiche locali come il pesce pappagallo, il pesce donzella, la tartaruga Caretta Caretta o gli anemoni di mare…

Un posto davvero affascinante da visitare senza alcun dubbio…Fede