Càpita

0
809

Càpita
di voler chiuse le finestre agli occhi
che si levano sempre fissi e uguali
senza un progetto per vincere il vuoto.

Càpita d’invecchiare, come neve
sporcata dalle polveri sottili,
su una linea curva che s’attorciglia
sempre più, come un nido sotto gronda.

Càpita che il chissà cosa e il quando,
che ci attende, non sempre ci riguardi
e poi capita che l’incontri al varco

Càpita.

Gianfranco Isetta 

Foto dal web di Giovanni Pellegrino