Capistrello

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Loscrivodame@Ladolcevitaly tornano in Abruzzo, a Capistrello.

Il borgo è situato al confine della Valle Roveto con la Marsica. Per questa sua posizione è da sempre “terra di passaggio” e zona strategica. Quest’area mette in comunicazione il versante tirrenico con l’area fucense.

Capistrello sorge ai piedi del Monte Cotento a circa 100 km ad est di Roma e circa 110 km ad ovest di Pescara. Di fatto il suo valico divide in due l’alta valle del Liri; a nord-ovest del territorio è situata la valle di Nerfa, a sud-est la valle Roveto.

Dunque una terra di passaggio per i popoli del basso Lazio e della Campania.

Capistrello, “a capo della stretta”, deve il suo nome proprio alla particolare posizione occupata. La zona si trova non distante dalla riserva naturale del Monte Salviano, ricco di rocce calcaree e boschi ricchi di corsi d’acqua e ruscelli.

“A wonderful view of the little town of Capistrello, situated in the province of L’Aquila, in Abruzzo region.”

I primi insediamenti di Capistrello erano nuclei abitativi basati sulla pastorizia e l’agricoltura risalenti probabilmente al Neolitico.

Nel periodo romano, sotto l’Imperatore Claudio, viene costruito il primo Borgo. Vengono quindi apportate molte migliorie alle architetture locali tra cui i famosi cunicoli di Claudio, un opera di grande valore artistico, architettonico e ingegneristico. Come terra di confine Capistrello è passata sotto vari conquistatori finché nel VII secolo confluisce nel Ducato di Spoleto.

La pastorizia transumante, la lavorazione delle pelli, del cuoio e della pietra calcarea, diffusissima in molte opere edilizie della zona prende il sopravvento nei secoli seguenti. Amministrativamente fino al 1268 Capistrello rimase sotto il dominio svevo.

Quando gli Svevi furono sconfitti da Carlo I d’Angiò, Capistrello, nel corso degli anni, divenne teatro di numerose battaglie.

Nel 1855, quando venne terminata la realizzazione della strada che, ancora oggi lo collega ad Avezzano, e nel 1902 quando fu creata la linea ferroviaria Balsorano-Avezzano, Capistrello fece un salto di qualità importante nei collegamenti col resto d’Italia.

Il terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915 e la Grande Guerra oltre alla depressione economica degli anni ’20, incidere pesantemente sulla popolazione del paese. Senza contare che Capistrello è stato luogo di eccidi e torture da parte delle truppe tedesche durante il secondo conflitto.

Anche per questo motivo, il 25 maggio 2004 è stata insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile dall’allora Presidente della Repubblica C.A. Ciampi.

Tante le cose da vedere qui. Innanzitutto i principali edifici religiosi di Capistrello risalgono al VII – VIII secolo e sono in gran parte opera di monaci benedettini. Le principali chiese conservate tutt’ora nonostante la difficile storia del borgo, sono la chiesa di San Michele, la chiesa di Santa Barbara e quella di San Giuseppe.

Molto importanti ovviamente altre opere storiche del periodo romano come i resti dei gia citati cunicola e dell’emissario Claudio.

La natura è in questa zona selvaggia e regala scorci di grande bellezza come in buona parte del territorio abruzzese. Non manca la tradizione culinaria ovviamente.

I piatti tipici di Capistrello sono legati ai prodotti e alle tradizioni locali. Molti le ricette tipiche legate alle festività come i Calcionetti, ravioli dolci fritti e farciti con una crema aromatica a base di castagne e cioccolato, cucinati nel periodo natalizio. Le pizzelle, chiamate anche ferratelle, un doppio wafer farcito con creme o marmellate, si preparano invece in occasione della pasqua e per la festa del patrono.

E ancora le lasagne a base di acciughe fritte e finocchio selvatico sono il piatto tradizionale della Quaresima.

In questo territorio troviamo poi la Roscetta della Valle Roveto, una castagna dalla buccia liscia color bruno rossastro e particolarmente dolce. Viene raccolta presto, tra settembre e la prima metà di ottobre, viene riposta nei cesti e conservata seguendo un antica provedura tramandata di generazione in generazione.

La Cococcia la cui sagra è l’11 novembre, è una zucca che, insieme ai legumi, è uno degli ingredienti più utilizzato nelle antiche ricette come quella del Ranati, piatto a base di fagioli e cotiche.

Tipici anche i formaggi di pecora prodotti con caglio vegetale fin dall’antichità.

Tra le feste spiccano a maggio la sagra dei Ranati, a giugno, il 13, si festeggia Sant’Antonio, patrono del Borgo, un’occasione che riunisce tutta la comunità locale.

La festa della Montagna e la Sagra delle fragole vengono organizzate in concomitanza a fine luglio. Il 14 di agosto, si festeggia la Madonna dell’Assunta con la fiaccolata notturna. Nello stesso giorno si tiene la sagra della Marocca, in cui sono riproposti i riti della scartocciatura e della sgranocchiatura del granturco.

La musica è la protagonista del mese di agosto con il Festival Internazionale della Fisarmonica “Città di Capistrello” e il festival Arzibanda, una delle manifestazioni più importanti dell’intera provincia, con spettacoli d’avanguardia musicali, teatrali e di arte di strada.

A settembre ci sono le “Serate archeologiche”, organizzate nella piazza Sant’Antonio con lo scopo di diffondere la conoscenza delle origini locali e non solo.

A chiusura del calendario delle sagre, l’11 Novembre si tiene quella dedicata alla Cococcia di si scriveva sopra, la zucchina tipica di questo territorio.

Un tipico borgo, legato alle tradizioni locali, vero patrimonio culturale italiano. Se passate in Abruzzo fermatevi anche a Capistrello magari durante una delle sue sagre locali…Fede

Foto con relativi accrediti e testo in inglese tratte da pagina autore Instagram  @Ladolcevitaly