Camilleri Tullio De Mauro

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“… io ero curioso di sapere come Falcone interrogava i mafiosi e ne parlai con il giudice Di Lello, che fu il primo a fiancheggiare Falcone, e lui mi disse: «Sai, Andrea, lui aveva questa cosa che anzitutto parlava in siciliano, cioè se fino a un minuto prima parlava in italiano, nel momento che si rivolgeva a questi qua cominciava a parlare in dialetto, in siciliano, immediatamente». Cioè a dire, aboliva l’ufficialità dell’italiano per entrare immediatamente in confidenza con loro. In questa confidenza c’era una captatio confidenziae in cui spesso e volentieri questa genta cascava.”

Andrea Camilleri e Tullio De Mauro – La lingua batte dove il dente duole – Laterza

Cos’è la lingua, e cos’è il dialetto? Cosa esprimiamo con l’una e cosa esprimiamo con l’altro? In un susseguirsi di riflessioni, aneddoti e memorie, in cui trovano posto Manzoni e Gassman, Pasolini e il commissario Montalbano, Benigni e Pirandello, oscuri maestri elementari e professori di educazione fisica, poesia, romanzo e teatro, Andrea Camilleri e Tullio De Mauro raccontano come la lingua esprima chi siamo veramente. E una profonda, giusta, verità: in Italia abbiamo tante lingue.